Menta e Rosmarino

Per date gusto, sapore e profumo alla vita del paese

  • Comuni
    • Azzio
    • Besozzo
    • Caravate
    • Cazzago Brabbia
    • Cittiglio
    • Cocquio Trevisago
    • Cuvio
    • Gavirate
    • Gemonio
    • Laveno Mombello
    • Leggiuno
    • Orino
    • Altri Comuni
  • Il Giornale
  • Giornale in PDF
  • Libri
  • Arte
  • Chiesa
    • Don Hervè
Sei qui: Home / Giornale / Vent’anni senza Albino Reggiori, il ricordo di un grande artista e di un grande uomo

Vent’anni senza Albino Reggiori, il ricordo di un grande artista e di un grande uomo

 18 Agosto 2026 |  Pippo | |

A vent’anni dalla scomparsa di Albino Reggiori, vogliamo ricordare non solo il maestro della ceramica, il pittore e l’incisore di fama internazionale, ma soprattutto l’uomo che ha saputo lasciare un segno profondo nel cuore di quanti lo hanno conosciuto. L’articolo di Federica Lucchini ci accompagna con sensibilità nel lato più intimo della sua vita, attraverso i ricordi della figlia Angela e della sua famiglia.

Anche io – Pippo Cassarà -, in compagnia di  Alberto Palazzi, ho avuto il privilegio di incontrare Albino Reggiori nel suo laboratorio. Conservo ancora oggi il ricordo di una persona di straordinaria umanità, capace di accogliere con semplicità e gentilezza chiunque varcasse la soglia del suo studio. In quell’ambiente, tra il profumo dell’argilla, i colori e il calore del forno, si respirava la passione autentica di un artista che viveva la propria arte come una missione.

Dalla Prealpina del 18-8-2026

Oggi 18 agosto ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa di Albino Reggiori, nato a Laveno nel 1933, ceramista, pittore, incisore, conosciuto anche all’estero dove ha esposto in sedi prestigiose. Nato come decoratore ceramista nella fabbrica lavenese “Verbano”, dal 1983 al 1995 fu direttore della Civica Raccolta di Terraglia Museo della ceramica di Cerro, oggi MIDeC. Si potrebbe continuare citando i numerosi premi e riconoscimenti ottenuti, ma questo ricordo vuole avere un risvolto soprattutto umano, che parli della bella persona quale è stata, del modo con cui sapeva guardare gli altri nella loro profondità. La figlia Angela, nume tutelare del padre, assieme al fratello Alberto e al marito Fabio, è colei che meglio può farne memoria nella sua vivezza di uomo, soprattutto nei momenti più intimi. C’è una immagine che sa di casa, di tepore famigliare: lo sfondo è rappresentato dal suo studio dove il cuore pulsante era rappresentato dal forno, in cui cuocevano le ceramiche. il “forno brontolone”, come lei lo definiva da bambina. “Il suo rumore è stato una sorta di sottofondo quotidiano”, ricorda. Lo accendeva la sera e la mattina molto presto scendeva per aspettare che il forno scattasse cioè raggiungesse la temperatura richiesta. Operazione, questa, che richiedeva diverso tempo. “Era un momento delicatissimo quello dell’attesa ed è uno dei ricordi più intimi: noi quattro durante questo rito familiare assaporavamo la condivisione. Nella grande maggioranza dei casi la felicità di papà diceva tutto -spiega Angela- La cottura aveva confermato le aspettative e la ceramica era uscita in tutto il suo splendore”. Ha impresso nella memoria i viaggi del padre a Sesto Fiorentino dove caricava l’auto con panetti di argilla cruda, pesantissimi. Poi le sue mani impastavano la terra, sporche di smalto, di colori ad olio, di inchiostro da stampa dando origine a una sinfonia che precede il momento sacro della creazione. “Lo rivedo -riprende- mentre dipingeva le sue amate cattedrali, i rosoni con quella concentrazione che lo isolava dal resto del mondo”. È molto bella l’immagine che propone: il padre che dipinge ascoltando musica classica dal vivo. Si sedeva accanto a lui un abitante di Mombello, Sartorio Turati, con il suo violino e suonava. Magnifica scena. Entrambi creavano in quei momenti magici per i quali non si trovano parole adeguate a descriverli. Poi c’era il papà che sapeva essere con il cuore in mano: Angela ricorda il pianto ininterrotto di un marocchino ambulante quando seppe della sua scomparsa. Si sedette in giardino a raccontare quello che aveva fatto per lui, aiutandolo sempre.  “Sappiamo che è un patrimonio non soltanto nostro -spiega Angela a proposito delle opere del padre, peraltro esposte in più mostre in questi venti anni- Appartiene alla collettività. Stiamo organizzando una mostra in ricordo, con ogni probabilità all’inizio del 2027. Vogliamo costruire condizioni che permettano di restituire valore a ciò che ci ha lasciato, nell’ottica della continuità”. La chiusura di questi ricordi non può essere che di Angela: “Molte volte, durante la malattia, guardavo i suoi begli occhi azzurri e gli accarezzavo le mani dalle lunghe dita affusolate che custodivano ancora, senza dirlo, la memoria di tutto ciò che avevano creato. Poi si fermarono per sempre”.

Federica Lucchini

Alcuni articoli pubblicati sulla rivista Menta e Rosmarino

Cerca nel sito

  • Home
  • Contatti
  • Redazione
  • web mail
  • Privicy
  • Accedi

© Copyright 2013 - 2026 · Menta e rosmarino

Our Spring Sale Has Started

You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/