Immersa tra i boschi prealpini della Valcuvia, a circa 560 metri di altitudine, si trova Arcumeggia, l’unico borgo dipinto d’Italia: un museo a cielo aperto nato nel 1956, quando l’Ente Provinciale per il Turismo convocò artisti come Ferrazzi, Sassu, Migneco, Funi e tanti altri, trasformando case e viuzze in opere d’arte viventi. Attraversando vicoli di pietra e cortili silenziosi, si scorgono oltre 160 affreschi, testimonianze vive di vita rurale, arte sacra, mestieri antichi e storie di emigrazione. Al cuore del borgo, la piccola chiesa di Sant’Ambrogio e la sua Via Crucis decorata da undici maestri del Novecento si offrono come scenografia sacra per momenti di riflessione. È qui che ieri sera, sotto un cielo trapuntato di stelle, si è tenuta “Virgo Splendens”, un omaggio alla Madonna del Monte Carmelo: musica diventata preghiera, diventata luce. L’evento è stato reso possibile grazie alla sinergia tra la Pro Loco di Arcumeggia — che dal borgo affrescato cura la tutela del patrimonio artistico e organizza iniziative culturali — e MusiCuvia APS, l’associazione culturale della valle che dal 2021 diffonde la musica come diritto universale, gratuita e accessibile. A guidare MusiCuvia sono figure di spicco: Andrew Jolliffe, fondatore e presidente, inglese trasferitosi in Valcuvia, appassionato di musica e patrimonio locale e Margherita Gianola Mascioni, vice-presidente, pianista, organista e direttrice corale dal curriculum internazionale. La serata ha visto susseguirsi momenti di grande intensità: la voce contralto di Nausicaa Nisati, il violoncello di Issei Watanabe, il magico tocco al clavicembalo di Bruna Panella, in dialogo con le antiche pietre e l’acustica sacra della chiesa. Il risultante è stato un viaggio nel tempo, sospeso tra preghiera e meditazione, in cui musica e canto hanno illuminato la pietà popolare e la devozione mariana. Grazie a MusiCuvia, Arcumeggia non è stato solo un quadro vivente, ma un luogo vivo: comunità, arte, spiritualità e bellezza condivisa.

Alcuni momenti della serata
