E’ un “ramo secco” tagliato, ma che sta facendo rumore. La soppressione della linea pubblica Cocquio – Orino a partire da ieri (2 novembre), decisa dalla Provincia, sta portando molto disagio. Non a tanti utenti, per la verità, ma utenti anziani, invalidi, tra cui un non vedente, che non hanno altra possibilità per spostarsi che l’utilizzo del mezzo pubblico. Non è tanto la quantità, ma la qualità dell’utenza, la cosiddetta fascia debole. Dietro a loro ci sta tutta la frazione di Caldana e Cerro solidale che si è vista togliere un’ulteriore servizio (dopo la chiusura dell’ufficio postale). “Già l’autista che ultimamente ci trasportava con l’auto – spiega un’utente – ci aveva preannunciato che questa, essendo considerata un linea morta, sarebbe stata soppressa, ma noi speravamo perché è l’unico mezzo che ci permette di spostarci per andare a fare la spesa, oppure per andare all’ospedale. Altri anziani, avendo i figli che lavorano, non hanno alternative se non quel servizio. Serve a noi oggi, ma servirà anche a coloro che sono più giovani e un domani non potranno guidare. Meno male che il mercoledì c’è il pulmino del comune che viene al Cerro e ci trasporta a Cocquio per la spesa o il disbrigo delle pratiche sociali”. “Ci siamo incontrati a livello di giunta – spiega il vicesindaco Vittorio Griffini – e valuteremo la situazione, consapevoli delle difficoltà dell’utenza”.
“La criticità fondamentale è legata alla mancanza di risorse – spiega Valerio Giovanni Mariani, delegato provinciale al trasporto pubblico locale – Il contratto in essere tra la Provincia e il Ctp (Consorzio Trasporti Provinciali) con le attuali risorse riesce a completare l’anno. Siamo riusciti a prorogarlo fino all’aprile del 2017, ma dobbiamo garantire le coperture. Quindi, i tagli e i mancati trasferimenti ci hanno costretto a verificare le linee con un’utenza scarsa. Ora, stiamo monitorando le criticità, come questa di Caldana e Cerro”. “La centralizzazione amministrativa – spiega Giorgio Ginelli, vicepresidente della Provincia – va a discapito della specificità e della differenziazione del nostro territorio (si pensi alle valli con paesi isolati). Necessitano una grande coesione tra comuni e la presenza del volontariato per intervenire su fasce di popolazione debole, se si considera che i tagli sono all’ordine del giorno”.
Federica Lucchini