La figura di Silvana Alberio emerge da questo articolo con tutta la sua intensità umana e professionale. Non è solo il racconto di una carriera medica lunga 32 anni, ma il ritratto di una donna che ha saputo intrecciare cura, ascolto e dedizione alla comunità. Alberio, spesso presente anche alle presentazioni della rivista, ha incarnato un modello di presenza discreta ma costante, capace di dare valore sia ai momenti ufficiali sia al rapporto quotidiano con i pazienti. La sua esperienza di medico di base e dermatologa si fonde con quella di amministratrice pubblica, segno di un impegno civico che ha lasciato traccia profonda a Gavirate. Le testimonianze di gratitudine che riceve oggi sono la conferma di un legame autentico costruito negli anni. Alberio non ha mai separato il mestiere dalla vita, portando la sua professionalità ovunque, con passione e sensibilità. La sua presenza, anche nelle occasioni culturali, ha sempre trasmesso attenzione e vicinanza. Ora, con il passaggio alla pensione, resta l’eredità di un esempio di umanità e servizio che continua a ispirare.

Silvana Alberio alla presentazione della rivista n.39 di Menta e Rosmarino
Dalla Prealpina articolo di Federica Lucchini
Qui è passata la vita nel suo scorrere non solo tra malattie, ma anche tra momenti di sollievo, di gioia per la salute ritrovata e momenti di condivisione. Lo studio della dottoressa Silvana Alberio, medico di base da 32 anni a Gavirate, è un luogo che ha “respirato” emozioni. Lo sottolinea anche lei con la commozione di chi tra quindici giorni sa che non sarà più così. Lo guarda con gli occhi che in quel momento vanno oltre e vedono passare davanti tanti visi che si sovrappongono con sorrisi, lacrime. Questo è il periodo della Gratitudine, con la maiuscola che lei sta vivendo appieno: un florilegio di doni inattesi, costituiti soprattutto da parole che arrivano dritte al cuore e fanno capire che la strada imboccata già nel 1986 è stata quella giusta. “Il momento più difficile è stato quello dell’inviare la domanda di pensione, poi mi sono detta “Il dado è tratto””, ricorda. Lei è abituata al cambio di rotta: l’anno scorso ha terminato il suo mandato di sindaco, dopo dieci anni di amministrazione, a cui si aggiungono cinque in minoranza e cinque in maggioranza come delegato alla cultura con il primo cittadino Felice Paronelli. Venti anni in tutto. È stata la prima donna sindaco di Gavirate e la prima medico di base. Questo cambio, come il primo, l’ha effettuato con grande consapevolezza: “L’età non consente più quella duttilità necessaria richiesta dalla burocrazia con innovazioni ostiche, ma mi dispiace tantissimo per i miei pazienti -sottolinea- Ho visto passare due generazioni. Ho curato i genitori e i figli”, sottolinea. C’è chi passa solo per salutarla e ringraziarla ed è il regalo più bello anche se spesso le parole intense, ricche di significato, vengono sostituite dalle lacrime. Gli occhi lucidi parlano assieme a quelli della dottoressa. “Sei medico per sempre”, aggiunge. La sua è una professione che “infarcisce” la vita: se l’è portata a casa, in vacanza. Studentessa della prima classe del Liceo Scientifico, istituito a Gavirate, come distaccamento del Liceo Ferraris di Varese, si è laureata a Pavia e prima di giungere a Gavirate, come medico, ha effettuato diverse esperienze, mentre si specializzava come dermatologa: sostituzioni di colleghi, guardia medica dalle 20 alle 8, il sabato, la domenica. Evidenzia il valore aggiunto di questa esperienza perché significa essere stata a contatto con diversi specialisti facendo così tesoro della loro preparazione. Nella sua mente è scolpita una esperienza che ancora la rabbuia, vissuta quando esercitava a Laveno Mombello: “Vedere morire un bimbo di quattro anni per un tumore cerebrale emotivamente è una esperienza che sconvolge”, spiega. Poi l’arrivo a Gavirate il 1° gennaio 1993. Dal 2001 la sede è stata quella attuale che lei continuerà ad usare come dermatologa libera professionista. Da ultimo. non si può non fare un cenno alla presenza della segretaria storica, Emanuela: il loro rapporto sinergico è stato un esempio di lavoro fruttuoso e attento ai bisogni dei pazienti.
Federica Lucchini