Menta e Rosmarino

Per date gusto, sapore e profumo alla vita del paese

  • Comuni
    • Azzio
    • Besozzo
    • Caravate
    • Cazzago Brabbia
    • Cittiglio
    • Cocquio Trevisago
    • Cuvio
    • Gavirate
    • Gemonio
    • Laveno Mombello
    • Leggiuno
    • Orino
    • Altri Comuni
  • Il Giornale
  • Giornale in PDF
  • Libri
  • Arte
  • Chiesa
    • Don Hervè
Sei qui: Home / Giornale / Ricordo di un incontro speciale: Meazza e Belloni all’Albergo Nazionale di Lavagna

Ricordo di un incontro speciale: Meazza e Belloni all’Albergo Nazionale di Lavagna

 5 Settembre 2025 |  Pippo | |

Il racconto di Felice Magnani è un’intensa rievocazione di un incontro che unisce memoria personale e storia sportiva. La figura di Renzo Bianchi diventa il tramite tra il mondo familiare e quello dei grandi campioni, creando un ponte tra vita quotidiana e mito. L’autore riesce a trasmettere l’emozione pura di un ragazzo davanti a due icone come Meazza e Belloni. Lavagna, con la sua atmosfera, fa da cornice ideale a un momento di autentica umanità e semplicità. È un testo che celebra il valore della memoria, delle radici e della bellezza dei ricordi che continuano a emozionare nel tempo.

 

ANNI SESSANTA. UNA MATTINA ALL’ALBERGO NAZIONALE DI LAVAGNA, UN INCONTRO INCREDIBILE DESTINATO A RIMANERE NELLA MEMORIA E NEL CUORE, SEMPRE.

di Felice Magnani

Parlare di calcio con Renzo Bianchi mi piaceva tantissimo, perché questo mio cugino acquisito conosceva perfettamente la storia di molti campioni, che erano passati nel suo caffè Torrefazione sotto casa, in via Roma a Lavagna. Era un personaggio molto conosciuto, lo si poteva notare spesso appollaiato accanto al suo negozio, mentre scambiava quattro chiacchiere con qualche vecchio lupo di mare. Aveva un’aria accattivante, era colloquiale, ironico, con la battuta pronta e aveva un sorriso che lo rendeva simpatico a tutti. Andava molto d’accordo con mio padre. Quando s’ incontravano nella campagna pavese a casa dei miei nonni per una festosa rimpatriata, la tavola si allungava e si riempiva di salami di ottima fattura e di grande pregio, di vini rossi splendidamente invecchiati e soprattutto non mancava mai la chiusura canora. Era bellissimo stare seduti nella corte davanti a casa, con la nonna che entrava e usciva con piatti stracarichi di salumi e di formaggi. Non mancava mai l’invitato arrivato con un biroccio trainato da un cavallone baio, che legava regolarmente all’anello della cascina, era una scena che conservo ancora benissimo nella mia memoria, a distanza di tanti anni. In quelle serate si parlava di tutto, ma s’intuiva che tra gl’invitati serpeggiava una grande voglia di vivere e di godersi l’aria delle colline dell’Oltrepò pavese.  D’estate andavo spesso a trovare Renzo, mi piaceva parlare con lui di calcio, del Genoa, della Sampdoria, di quei calciatori stranieri che mettevano per primi il naso nel Campionato italiano, godendosi le straordinarie bellezze del nostro paese. Mi parlava di Silvio Piola, il campione dalla rovesciata fatale, di Carletto Parola e poi via via proseguiva le sue carrellate su fatti e personaggi che aveva avuto la gioia di incontrare, mentre sorseggiavano chiacchierando il suo buonissimo caffè, comodamente seduti nel bar. Vista la mia curiosità, una mattina mi prende da parte e mi dice: “Domattina ci troviamo vicino al Palazzo Comunale, all’albergo Nazionale, ti presento due grandissimi campioni del passato e avrai l’opportunità di conoscere questi personaggi che hanno fatto parlare di sé mezzo mondo sportivo, si tratta di Giuseppe Meazza e di Gaetano Belloni. Il primo è stato uno straordinario cannoniere del Campionato italiano, il secondo un grande ciclista che ha vinto tantissimo, ma che avrebbe potuto vincere molto di più se non si fosse piazzato spesso al secondo posto dietro il grandissimo Girardengo. Due campioni di razza che hanno spopolato nella storia sportiva degli anni trenta, Meazza giocando nell’Ambrosiana Inter con la maglia nerazzurra, Tano Belloni come grande rivale di Costante Girardengo nel panorama ciclistico mondiale. L’idea di incontrare due personaggi così importanti mi metteva addosso una grande agitazione. Ero ancora troppo giovane per capire la straordinaria bellezza di quell’incontro, chissà quanti giornalisti sportivi avrebbero voluto essere lì con me in quel momento, chissà quante domande avrebbero potuto fare. Io c’ero, c’ero con la curiosità di un ragazzo che ascolta, immagina, sogna, si emoziona, senza sapere esattamente il vero significato di quell’incontro. Dei due il più loquace mi è parso Giuseppe Meazza, <Tano> Belloni era più taciturno, seguiva la mattiniera chiacchierata di Renzo e Meazza con molto interesse. <Peppino> e <Tano> due bellissime figure, eleganti, due personaggi normali, semplici nel loro modo di porsi e di essere, due persone come tante altre, che s’incontravano nella bella Lavagna, una città schiva e riservata, che ha sempre avuto un forte ascendente sulle figure di spicco che l’hanno conosciuta e vissuta anche solo durante le vacanze estive. Il suo mare, la sua aria mite, la sua posizione geografica, i suoi negozi e i suoi alberghi, i suoi profumi, la focaccia e la farinata, i suoi portici e il suo lungomare hanno sempre affascinato i vacanzieri di ogni ceto sociale, in particolare gli sportivi, quelli noti alla ricerca di tranquillità e di pace. Quella mattina avrei voluto porre mille domande, avrei voluto dire mille cose, ma ero emozionatissimo. Ascoltavo e immaginavo, osservavo e sognavo, sognavo di poter raccontare a tutti la bellezza di quell’incontro. Meazza è tornato a casa e dopo qualche giorno mi ha inviato una sua bellissima foto con la maglia dell’Inter, con una dedica scritta col cuore. Non erano le solite parole di circostanza, in quelle parole c’era la gioia di avermi incontrato e di aver saputo ascoltare con grande interesse il suo breve, ma molto incisivo racconto. A distanza di anni quell’incontro occupa uno spazio importante della mia memoria e ogni volta che sento parlare dello Stadio Giuseppe Meazza di Milano o di Gaetano Belloni provo una gioia immensa, ma anche una piccola delusione, non aver potuto coltivare nel tempo quella bellissima storia vissuta grazie a Renzo Bianchi, seduto a uno dei tavolini dell’Albergo Nazionale di Lavagna.

 

Cerca nel sito

  • Home
  • Contatti
  • Redazione
  • web mail
  • Privicy
  • Accedi

© Copyright 2013 - 2026 · Menta e rosmarino

Our Spring Sale Has Started

You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/