Benvenuti nel diario clinico dell’estinzione, scritto a quaranta gradi all’ombra da un Homo stupidus che ha finalmente smesso di cercare il tasto “Svuota cestino” del pianeta. Tra ghiacciai che si congedano e consigli politici degni di una parodia, questo pezzo mette a nudo l’eleganza criminale di un progresso che prima ci incendia la casa e poi prova a venderci l’estintore. Non è un appello ambientalista, ma il resoconto lucido di chi ha capito che stiamo segando il ramo su cui sediamo, vantandoci pure della qualità della sega. Se la temperatura sale, non è colpa del sole, ma della nostra ostinata cecità collettiva. Leggete pure, ma non aspettatevi refrigerio: qui la verità brucia più dell’asfalto a luglio.


(Alberto Palazzi)