Dal centro studi l’insorgente
Ebbene sì, lo ammetto, non sono riuscita ad andare avanti con gli studi per il mio carattere ribelle e sempre controcorrente. Apprezzo, ammiro e invidio chi è riuscito a laurearsi, al contrario di me. Non comprendevo (e non comprendo) il perché a Scuola bisognava imparare certe materie in un certo modo; ragionavo troppo; mi chiedevo perché dovevo studiare senza capire il motivo per cui studiavo. Mi sono annoiata. Non ci stavo a dire di sì ai professori anche se non ero d’accordo, e così andavo malissimo, organizzavo proteste, discutevo (in modo però rispettoso) in continuazione con i professori… che sicuramente si ricorderanno di me…. Insomma… ero già quella che conoscete, ma il mio carattere ribelle era un fuoco non ancora incanalato e domato. Ora però le domande me le pongo lo stesso. Il mio disaccordo con la maggioranza dei metodi scolastici moderni è rimasto immutato. Un povero giovane oggi è costretto a studiare, studiare, teoricamente studiare, teoricamente conoscere… cose che spesso non sono utili alla sua vita futura che non sarà teorica ma pratica, …vita fatta di esperienze… di vita, appunto, non di studio. Ovvio che poi escono dopo anni di lavoro a testa bassa (perché lo studio è un grande lavoro) e pretendono di avere diritti, di fare ciò per cui hanno studiato per anni, di guadagnare subito, perché il tempo per la gavetta, quando si studia fino a 25 anni non ce lo si può permettere. Ma non possono pretendere. La Scuola ha dato loro INformazione NON formazione. Forse bisognerebbe cambiare qualcosina…. In caso di necessità, poi, ci si adatta….però… se la Scuola sin dall’inizio fosse più pratica… se la Scuola appassionasse i ragazzi ad un mestiere,… se la Scuola estrapolasse le attitudini di ogni studente, conoscendolo per quello che realmente è e può dare, non per quello che si pretende debba diventare… sarebbe meglio….
Sun stai sempar sarà sü in cà
Sempar lì, tacà a stüdià
D’innanz a libar e computer, la me pasiun
Ma ciamavan “sidelun”.
Hu stüdià la matematica, scienze, storia e grammatica,
sevi l’urgoi de ra me ca
ra me mama e ur me papà**capo2** hu finì l’üniversità
e vo föra par laurà
..mo ma senti un pu’ spaesà… ma sun brau, hu stüdià!
G’ho diritt al laurà, ai danè, a ves scultà!
Mi sun brau , hu stüdià!
Cerca de chi, cerca de là, ma disevan “te devat fa esperiensa”
Ma va là, n’hu faia asè, hu stüdià mia par ves ganghèe
Cerca de che cerca de là, e dai, sun brau, hu fai l’üniversità!
E m’han dì, pasà un quei ann “te ghet vöia da fa ur vilan?”
Te set mat? Hu mia stüdià par andà a sapà e vangà…
Hu truà anca la murusa, che la vör divegnì me spusa
Ma mancavan i danè, a truavi mia un mestè!
La ma di “sa te fet adess?”
Va ben anca netà i cess
Ed inscì tücc d’un bott sunt entrà ne la realtà
Dasin dasiot hu fai esperiensa, ma sun cuntentà
Anca chesta chi al’è sapiensa.
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Sono sempre stato chiuso in casa,
sempre lì, attaccato allo studio,
davanti a libri e computer, la mia passione
mi chiamavano secchione
ho studiato la matematica, scienze, storia, grammatica
ero l’orgoglio di casa, di mia madre e di mio padre.
Ho finito l’università ed esco per lavorare.
Ora mi sento un po’ fuori posto, però sono bravo, ho studiato!
Ho diritto al lavoro, ai soldi, ad essere ascoltato!
Io sono bravo, ho studiato!!!!
Cerca di qua, cerca di là e tutti mi dicevano “devi fare esperienza!”
Ma valà, ne ho fatta abbastanza, non ho studiato per essere operatore ecologico!
Cerca di qua cerca di là, e dai, sono bravo, ho fatto l’università!
Dopo qualche anno mi hanno detto: “hai voglia di fare il contadino?”
“Sei impazzito? Non ho studiato per andare a zappare e vangare!”
Ho trovato anche la fidanzata, ma vorrebbe sposarmi,
però mi mancano i soldi, non ho mai trovato lavoro!
Lei mi ha detto “cosa fai adesso?”
“Mi va bene anche andare a pulire i gabinetti”
E così all’improvviso sono entrato nella realtà
Lentamente ho fatto esperienza e mi sono accontentato
Anche questa è sapienza
Diana Ceriani
