Martedì 11 agosto la Festa della Montagna al Campo dei Fiori ha vissuto un piacevole momento di cultura e tradizione grazie alla presenza dell’Associazione Menta e Rosmarino. Ad accogliere visitatori ed escursionisti negli spazi del Campo dei Fiori sono stati il direttore Alberto Palazzi e la presidente Federica Lucchini, accolti con il consueto affetto dal Gruppo Alpini di Varese. Per l’occasione è stato allestito un banchetto dedicato alla storia della rivista, offrendo a tutti i passanti la possibilità di sfogliare e ritirare gratuitamente i diversi numeri pubblicati negli anni. La vera attrazione della giornata è stata però la presentazione in anteprima del Dizionario del Dialetto Lombardo, l’ultima e prestigiosa fatica editoriale curata dal sodalizio. Pur non essendo i volumi messi in vendita, la visione dell’opera ha suscitato grandissima curiosità e l’ammirazione dei tanti appassionati della cultura locale. L’iniziativa ha mostrato ancora una volta la naturale sintonia tra lo spirito delle penne nere e l’impegno di chi custodisce le radici e l’identità del territorio. Tra scambi di battute, ricordi e sfogliate di pagine a cielo aperto, la presenza della redazione ha trasformato lo stand in un punto di ritrovo vivo e partecipato. La giornata ha così confermato quanto la valorizzazione della memoria e della lingua locale trovi sempre terreno fertile durante gli appuntamenti della comunità varesina. Un sincero plauso è arrivato dai presenti, che hanno riconosciuto il valore inestimabile del lavoro svolto con passione dai volontari dell’associazione. Questo riuscito connubio tra festa, montagna e patrimonio linguistico ha regalato un valore aggiunto al tradizionale raduno estivo in quota.




Ci sono opere che nascono dalla cultura, altre dalla passione. E poi ci sono quelle che nascono dall’amore per una terra e per la sua gente. Il Vocabolario del dialetto del lago di Varese appartiene certamente a quest’ultima categoria. Quasi mille pagine per raccogliere parole, espressioni, modi di dire e suoni che rischiavano di scomparire nel silenzio. Un lavoro immenso, costruito con pazienza e ostinazione, per restituire dignità a una lingua che non è soltanto un modo di parlare, ma la voce di una comunità, delle sue famiglie, dei suoi mestieri, delle sue tradizioni. Maurizio Danelli e Giorgio Sassi hanno compiuto qualcosa che va ben oltre la realizzazione di un vocabolario: hanno raccolto frammenti di vita e li hanno consegnati al futuro. Perché quando una parola scompare, spesso con essa scompare anche il mondo che quella parola sapeva raccontare. Ed è proprio per questo che assume un valore particolare anche l’impegno dell’associazione Menta e Rosmarino nel promuovere, far conoscere e diffondere quest’opera. Non è soltanto la presentazione di un libro: è un gesto concreto di tutela della memoria e dell’identità del nostro territorio. Un’opera così non dovrebbe rimanere patrimonio di pochi appassionati. Dovrebbe trovare posto nelle biblioteche di ogni comune della Lombardia, nelle scuole, nei centri culturali e nelle case di chi sente ancora forte il legame con le proprie radici. Perché custodire queste parole significa custodire la nostra storia. E forse, in un tempo che corre veloce e tende a cancellare le differenze, non c’è modo più bello di guardare al futuro che salvare ciò che abbiamo ricevuto dal passato.