L’INCONTRO CON I GRANDI CAMPIONI DEL MONDO DELLO SPORT E CON LA RICERCA
di Felice Magnani
Un bellissimo momento d’incontro a Villa Recalcati, con Campioni del Mondo dello Sport.
Un viaggio appassionato nel mondo dello sport come strumento di crescita, solidarietà e rinascita. Felice Magnani, insieme a Enrico Valente e successivamente alla figlia Rossella, racconta attraverso due volumi – L’Oro in Bocca e Incontri di Sport – l’umanità e i valori che lo sport sa trasmettere: onestà, sacrificio, passione e speranza. Interviste, storie e testimonianze di grandi campioni e di persone comuni diventano il filo conduttore di una riflessione profonda sul ruolo educativo e terapeutico dello sport. Un percorso che unisce generazioni e discipline, aprendo alla società uno spazio di dialogo e di luce.
Ho scritto moltissimo di sport, ho lasciato che i miei sogni di ragazzino trovassero una loro collocazione, si prendessero la rivincita su un amore che avevo coltivato con grande gioia e passione da sempre, ma che, forse, non aveva ancora incontrato chi avrebbe potuto coglierlo e guidarlo. Nel frattempo avevo maturato tutta l’esperienza necessaria per scrivere in due volumi, quale valore potesse avere lo sport nella vita delle giovani generazioni, delle famiglie, della scuola, mi sentivo finalmente pronto per fare il grande passo, intervistare campioni di sport molto diversi tra loro, per offrire al lettore un campo di conoscenza, di entusiasmi e di passioni che sono passati alla storia, dimostrando concretamente l’efficacia educativa dello sport in tutte le sue espressioni. Improvvisamente una luce si apriva grazie all’esempio e al ricordo di monsignor Tarcisio Pigionatti, rettore del Convitto De Filippi di Varese, che era entrato con garbata prepotenza nella mia vita varesina e così ho potuto realizzare il mio sogno, intervistare personaggi del mondo sportivo, offrendo al lettore un grande campo d’osservazione, d’indagine e di riflessione sulla capacità dello sport di creare benessere fisico, spirituale e mentale. Un percorso iniziato in solitaria, esteso poi a Enrico Valente e a mia figlia Rossella. 41 storie create da persone innamorate dello sport, con una grandissima voglia di fissare dei valori, di aiutare una società, stimolando l’acquisizione di una cultura sportiva capace di aprire spiragli di luce in un mondo che spesso non sa da che parte girarsi per ritrovare la forza e la bellezza di un sorriso. 41 atleti, 41 racconti, 41 testimonianze per dimostrare che lo sport può essere la via per rilanciare la speranza di un mondo che spesso si perde per strada e che ha un assoluto bisogno di valori che lo possano orientare, incoraggiare e indirizzare. E’ partendo da questi presupposti che prende il via L’ORO IN BOCCA Oltre lo sport: campioni (e non) che hanno qualcosa da dire, è in questa direzione che Felice Magnani ed Enrico Valente, attraverso le esperienze personali e le interviste, cercano di far emergere con forza i valori fondanti: onestà, sacrificio, rinuncia, passione, disciplina, obbedienza, forza e coraggio, è attraverso questo loro viaggio che due giornalisti, uno pubblicista, Magnani e l’altro professionista, Valente, s’infilano nel mondo dell’esplorazione e della ricerca, animati dalla voglia di mettere in campo tutta la loro esperienza al servizio di una cultura ancora più aperta e inclusiva, più capace di entrare nel cuore dell’anima, mettendone a nudo la sua straordinaria ricchezza. E’ all’insegna di un’amicizia e di una condivisione che prende il via questo viaggio dentro gli sport, i personaggi, le loro storie, è nella certezza di offrire un campo d’osservazione, di lettura e di riflessione il più ampio possibile, cercando di entrare in punta di piedi, ma con la giusta energia, nella curiosità di chi ama lo sport e lo ritiene valido strumento di trasformazione in chiave migliorativa di una società che ha bisogno di appoggi e sostegni per riuscire a rispondere alle richieste di un mondo che vuole appoggiare su qualcosa di bello e di entusiasmante le proprie insicurezze e le proprie fragilità. Si tratta di un volume straordinariamente ricco di spunti e di riflessioni, capace di allargare un campo di conoscenza, per troppo tempo costretto a una soggettività che gli ha spesso impedito di farsi conoscere e apprezzare per quello che realmente è. Io e Valente abbiamo voluto allargare il campo, andare alla fonte, cercare di scandagliarne aspetti inediti che si legano alla storia sportiva, ma soprattutto la capacità dello sport di modificare in meglio la vita delle persone. Un sistema lontano da forme di atletismo vecchia maniera, pronto pertanto ad affermare il suo carattere democratico, la sua forza salvifica, la sua capacità di restituire energia e speranza, in particolare nei confronti di chi, nella vita, si sente incapace di uscire dal cerchio delle frustrazioni quotidiane, quelle che rendono la vita cupa e opaca, priva della spinta necessaria per affrontare con serenità il presente e il futuro. Un libro non chiuso in sé stesso, ma dotato di una chiara propensione espansiva ed educativa, scritto per entrare nelle scuole, dove i giovani attendono qualcosa che apra loro un mondo piacevole e interessante, proprio come quello sportivo, che abbiamo avuto modo di conoscere da vicino giocando, divertendoci, magari sull’erba di un prato o su terreni sterrati, dove la polvere o l’erba alta rendevano ancora più incredibile la ricerca della nostra vita sportiva. Un cammino molto interessante, quello che io e Valente abbiamo vissuto, lui dalla Liguria e io dalla Lombardia, creando una serie di incontri, di umanissime chiacchierate, dove spesso l’agonismo è solo l’altro modo di essere al servizio di una società che ha bisogno di essere amata, supportata e aiutata. Come afferma Giovanni Petrucci nella prefazione: “Il libro scritto da Enrico Valente e Felice Magnani mette insieme una serie di spaccati, nelle realtà più disparate, unisce discipline diverse e personaggi lontani l’uno dall’altro, ma vicini nella concezione e nell’approccio all’argomento”. E così sfilano via via Alfredo Binda, Dino Meneghin, Eraldo Pizzo, Beniamino Bonomi, Silvano Contini, Pietro Anastasi, Vittorio Ciresa, Francesco Balducci, Andrea Vaccarezza, Alfredo Provenzali, Canottieri Gavirate, Antonio Rossi, Franco Curioni, Claudio Chiappucci, Jennifer Isacco, Paola Cavallino, Edoardo Gallico, Renato Doni, Fabrizio Macchi, Vittorio Podestà, Alberto Tomba, Bruno Franceschetti, Jury Chechi, Ivan Testori, Antonio Riva, Edita Pucinskaite, Massimo Quattrone, Pippo Inzaghi, Ito Mario Giani, Tiziano Nava, Marco Formentini, Arianna Farfaletti Casali, Andrea Fraschini, Fabrizio Ambrosetti, Mauro Miele, Francesco Copello, Giannantonio Nitais, Luca Vivera, Alex Schwazer, Elia Luini, Ayrton Senna. Un libro felice, che io e Valente, insieme a tanti amici e collaboratori, oltre naturalmente a tanti sportivi importanti, abbiamo portato con orgoglio e fierezza nelle scuole e in tutti quei luoghi pubblici dove l’ascolto e la riflessione trovano ancora il terreno ideale per consentire l’approccio con realtà che spesso rimangono in ombra, perché non trovano l’humus adatto per dimostrare tutta la loro bellezza. Con mia figlia Rossella, giornalista e appassionata di sport, ho continuato la mia lunga riflessione sullo sport e così è nato INCONTRI di SPORT Tra Passato e Presente, un’altra bella carrellata di voci, per rafforzare la straordinaria vitalità terapeutica dello sport. Io e Rossella, insieme a trentacinque atleti e personaggi importanti, abbiamo cercato di dare, grazie allo sport, un contributo concreto alla ricerca, nella fattispecie, quella contro l’epilessia. Hanno collaborato per la stesura del libro Salvatore Antibo, Filippo Inzaghi, Ivan Basso, Oliviero Bellinzani, Albino Binda, Antonio Bulgheroni, Noemi Cantele, Massimo Contini, Igor Cassina, Christian Ciech, Vittorio Ciresa, Paolo De Chiesa, Maurizio Felugo, Bruno Franceschetti, Alessandro Franzetti, Giacomo Garbin, Golf Club Varese, Marco Kogoj, Andrea Mangiante, Oriano Mecarelli, Franco Parini, Umberto Pelizzari, Emilio Perucca, Dan Peterson, Giuliano Razzoli, Giorgio Rocca, Alessandra Sensini, Giovanni Soldini, Flavio Tebaldi, Renato Villalta, Alex Zanardi, Giuseppe Capovilla, Paolo Casarin, Roberto Boninsegna, Vittorio Malingri. Nel cammino ci hanno accompagnato atleti, atlete, medici, ricercatori e giornalisti, che hanno vissuto e che vivono la loro quotidiana esperienza sul campo. In questa nuova avventura io e Rossella abbiamo incontrato il valore della solidarietà, l’attività umana e professionale di uomini e donne impegnati sul fronte della ricerca scientifica, professionisti che collaborano con il mondo dello sport per fare fronte comune contro l’ignoranza, che fa vivere a molti una vita d’inferno. E’ lavorando in questa direzione che abbiamo incontrato l’epilessia, è lavorando in questa direzione che abbiamo incontrato la passione, la competenza, la professionalità e l’abnegazione degli uomini e donne della LICE (LEGA ITALIANA CONTRO L’ESPILESSIA” di Roma, ricercatori che lottano per l’affermazione della dignità delle persone in ogni parte del mondo, con il preziosissimo supporto di testimonial sportivi. E’ animati da questo spirito un po’ missionario che abbiamo costruito un nuovo volume, che potesse permettere di entrare anche nel campo medico e precisamente in quello della ricerca, per far comprendere quanto lo sport potesse diventare un immenso veicolo di solidarietà umana e di sostegno per molti, quanto l’amore per quello che si fa possa incoraggiare l’umanità a vivere meglio, con più fiducia e con più speranza in quel mondo a volte un po’ disordinato, ma autenticamente bello, che ci ruota attorno. Due esperienze straordinarie ci hanno fatto capire quanto sia importante mettere da parte l’egoismo e lasciare spazio all’impegno civile, adottando il lavoro come passatempo utile e importante per tutti coloro che sono alla ricerca di uno spunto positivo per continuare a credere che la vita sia il più grande miracolo della storia e che l’importante sia credere convintamente in quello che si fa e cercare di farlo bene. Il mondo che ci siamo trovati di fronte non ha mai tentato la fuga, non ha mai cercato di dribblare la voglia di fare, ha sempre aperto porte e finestre, lasciando entrare aria pura in una società che troppo spesso rimane vittima di un qualunquismo senza fondo, di muri costruiti apposta per impedire che la verità possa impossessarsi della buona fede che spesso sostiene e orienta l’impegno sociale e morale delle persone. Due esperienze molto diverse tra loro, pur avendo un punto di partenza comune, la voglia di trovare una soluzione agl’interrogativi di un mondo che spesso si perde per strada e non riesce più a trovare la via d’uscita. Parlare, confrontarsi, ascoltare, proporre, ritrovare il campo della riflessione e quello del confronto, rimettere al centro le cose belle della vita e fare in modo che possano ancora trovare il modo di farsi conoscere e apprezzare, lavorare per far ritrovare un sorriso, un’idea, una volontà, stabilire una collaborazione con le persone, restituire a famiglie rimaste senza speranza la certezza che esiste sempre la possibilità di trovare un momento di confidenziale sintonia con la gente, con quella società che spesso è vittima della propria aridità caratteriale. Cosa mi hanno insegnato gli atleti? Molte cose, in particolare che la verità nella maggior parte dei casi ce l’abbiamo dentro e che tocca a noi tirarla fuori e fare in modo che possa produrre solidarietà, unità, gioia di vivere, onestà e lealtà. Ogni atleta è l’espressione di un entusiasmo che portiamo dentro e che chiede di poter uscir fuori, di conoscere e di realizzare, di costruire ponti che mettano fine alle guerre e alle violenze. In un mondo dove sempre più spesso l’aggressività umana trasforma le nazioni in stati di perenne belligeranza e dove diventa sempre più difficile amare e voler bene, lo sport ci sollecita a pensare, a imparare a osservare il mondo con benevolenza, lasciando sempre una porta aperta alla convinzione che tutto si possa ricomporre e che rinascere si può, basta volerlo, basta non dimenticare che alla base di una riconversione c’è sempre un grande e bellissimo atto d’amore. La parte forse più stimolante dei nostri volumi è stata la loro presentazione sul campo, nelle scuole, nei comuni, in alcune particolari istituzioni, portare lo scritto a un confronto diretto con la realtà ci ha permesso di verificare e di capire quanta connessione ci sia tra ciò che vibra nel nostro cuore e l’attesa di un mondo che vuole sapere, vuole conoscere, vuole capire. Ogni atleta ha espresso democraticamente la propria identità, ha lasciato che la curiosità della gente, in particolare quella dei giovani, si aprisse a un dialogo serrato con i valori dello sport, con la sua spinta solidale, con la sua capacità di saper coinvolgere, di permettere al cuore e alla mente di incontrare un modo personale di deporre nella società civile la propria ricchezza fisica e spirituale. Noi scrittori di sport abbiamo imparato moltissimo dal vissuto degli atleti e delle atlete, ci siamo resi conto di quanto l’essenza educativa possa aiutare il mondo a diventare migliore, a non lasciarsi corrompere e trascinare in macabre e drammatiche esperienze di guerra e di violenza. Ogni esperienza educativa, se vissuta con la forza e la determinazione di chi crede, di chi ha ancora fiducia nel cambiamento, è un passo avanti sulla via della rettitudine costituzionale, sulla capacità delle persone di saper adottare lo spirito giusto, quello che nonostante tutto è ancora capace di orientare il buon senso verso traguardi di pace e di grande serenità. Lo sport può essere la via, ma come sempre ci vuole chi lo sappia capire, chi lo sappia amare e chi lo sappia proporre con le modalità adeguate.