In un’estate segnata da grandi eventi internazionali, dallo sport arriva un messaggio di speranza, condivisione e fiducia nel futuro. Felice Magnani racconta come le imprese degli atleti, dagli Europei ai Giochi del Mediterraneo fino alla Vuelta di Spagna, siano capaci di unire popoli e generazioni. Un invito a riscoprire i valori autentici del rispetto, della lealtà e della pace, che ogni competizione sa trasmettere. Perché, oggi più che mai, lo sport non è soltanto una sfida: è una straordinaria scuola di vita che aiuta il mondo a ritrovare il sorriso.

UNA SPLENDIDA ESTATE DI SPORT PER TORNARE A SORRIDERE – CAMPIONATI EUROPEI A BIRMINGHAM – GIOCHI DEL MEDITERRANEO A TARANTO – CAMPIONATI EUROPEI DI GINNASTICA ARTISTICA A ZAGABRIA – GIRO DI SPAGNA
di Felice Magnani
Mentre la follia della guerra non conosce limiti e maree umane sfidano l’imprevisto per cercare disperatamente nuove forme di sopravvivenza, lo sport è un’immensa luce accesa sulle speranze di chi vuole vivere in pieno la propria vita, lasciando aperte le porte dell’entusiasmo e della passione di chi non si accontenta di una quotidiana dose di avvelenamento mediatico. Mai come in questi mesi estivi le manifestazioni sportive nel mondo hanno regalato e regalano momenti di pura serenità. Lo sport dimostra che la via della felicità esiste e che ci sono valori che renderanno sempre più attrattiva l’esistenza degli esseri umani. Lo sport si è così preso il campo, deciso a dimostrare quanto sia bello e importante ritrovare quel senso della spensieratezza e della felicità che cambia in meglio la vita delle persone, anche di quelle che lo scoprono strada facendo, guardando ogni giorno la televisione. Ragazzi e ragazze di nazionalità diverse s’incontrano negli stadi di tutto il mondo e si sfidano, dimostrando che la pace è un bene possibile, che vivere insieme e condividere, rispettando i diritti di ciascuno, amare e sognare, correre e saltare, è molto importante. E’ davvero meraviglioso vedere che questi giovani si dedicano alle attività sportive per esprimere al massimo livello quelle potenzialità di cui madre natura li ha forniti. Ragazzi e ragazze competono e lo fanno con una determinazione invidiabile, lo fanno perché si sono convinti che vivere lo sport fa bene alla salute del corpo e a quella della mente, lo fanno perché credono nei suoi valori universali, perché hanno capito che la pratica sportiva riduce lo stress, aumenta la concentrazione, migliora la qualità della vita, restituisce fiducia in se stessi e negli altri. Ci sono ragazzi e ragazze che giocano a calcio, che corrono in bicicletta, che praticano l’atletica, che lottano, fanno pugilato, che si cimentano nella pallavolo e nel basket, nella ginnastica artistica, dimostrando con la loro caparbietà e la loro abnegazione che la disciplina sportiva dà forza ed energia, libera le endorfine positive, consente agli esseri umani di vivere più a lungo e di gustare con più partecipazione le cose importanti della vita. L’estate 2026 è dunque all’insegna dello Sport, basta osservare. Le persone sorridono, si sentono coinvolte, tifano, esprimono i loro pensieri, giovani e anziani vogliono essere partecipi di un’allegria generale, vogliono conoscere e ammirare i giovani atleti e le giovani atlete italiane ed europee, vogliono far parte di un mondo buono che detesta la guerra e che ama sognare insieme ai suoi giovani, condividendone aspirazioni e rinunce, felicità e volontà. E chi poteva immaginare che dentro il grande mondo sportivo europeo e mediterraneo ci fosse ancora così tanta energia, tutta quella voglia di dimostrare sul campo l’impegno e l’onestà di una gioventù capace di apprezzare, amare, testimoniare, proporre e promuovere? Un mondo di giovani, carichi di energia positiva, si è esibito e continua a esibirsi negli stadi e nelle palestre, mettendo in primo piano la bellezza del gesto atletico e la forza del rispetto umano. Lo sport non fa distinzioni di sesso, di razza, di colori, unisce, crea collaborazione, offre la possibilità a tutti di mettere in campo la propria forza e le proprie qualità. Quella che stiamo vivendo è un’estate fantastica, che guarda al futuro con gioia, è l’estate che vuole offrire e testimoniare tutta la forza morale, educativa e sociale dello sport, come affermava Bruno Franceschetti, il mitico allenatore di Jury Chechi:
“Nella sua natura storica ed etica, lo sport si è sempre posto come elemento di equilibrio tra i vari paesi del mondo, ha sempre cercato di avvicinare, di unire, di creare positivi momenti di confronto, di sana fraternità, di migliorare i livelli sociali, culturali, economici e anche politici. Al tempo dei Greci le Olimpiadi erano un momento di concordia civile e di fermento culturale, così come lo sono anche oggi. Basterebbe entrare in un villaggio olimpico per capire che cosa significhi stare insieme con lo sport. Differenze di razza e di religione scompaiono, per dare spazio alla voglia degli esseri umani di conoscersi, di dialogare, di raccontarsi fuori da ogni pregiudizio, di mettere in campo le loro aspirazioni, le loro ansie, le loro gioie e i loro entusiasmi. Il villaggio olimpico è il prototipo della città globale, dove le regole sono regole per tutti e dove l’obiettivo è quello di dare il meglio di se stessi, per sé e per il paese che si rappresenta. Ecco, se nelle nostre città e nei nostri paesi si lasciasse allo sport lo spazio che si merita, forse riusciremmo a ridurre i livelli di aggressività e di diffidenza che si vengono naturalmente a creare. Lo sport serve proprio a questo, a dimostrare che la sfida è solo un modo per misurare l’efficienza dell’essere umano, la sua volontà di fare sempre meglio, di essere all’altezza della situazione, di creare un rapporto competitivo basato sulla lealtà, sull’onestà e sul rispetto. Proprio per tutte queste ragioni credo che bisognerebbe rafforzare l’attività motoria a tutti i livelli, soprattutto nella scuola, dove c’è un materiale umano in fase di crescita e quindi nella condizione ideale per poter sviluppare il corpo e la mente. Oggi poi nelle nostre scuole ci sono studenti provenienti da ogni parte del mondo, che amano naturalmente lo sport, perché noi tutti sappiamo che il gioco e il divertimento, soprattutto quando si è giovani, non hanno colore o appartenenza e aiutano tantissimo a stare insieme, a condividere. Ecco perché ritengo che la scuola abbia un ruolo fondamentale, perché è proprio lì che le differenze diventano una forza, la forza del gruppo, per affrontare con maggiore coraggio le sfide della vita”.