Un omaggio sentito alle radici di Cazzago e alla memoria viva del lago, attraverso la benemerenza civica a due pescatori simbolo della comunità.
La storia di Ernesto e Luigi Giorgetti diventa racconto di tradizione, passione e sapienza custodita nelle acque del Varese.

Una benemerenza che viene dalle radici del paese. L’ultima seduta del consiglio comunale, presieduto dal sindaco Davide Bossi, ha visto un momento felice all’insegna della riconoscenza: la consegna di una benemerenza civica a due figure che rappresentano l’essenza di Cazzago, i due pescatori Ernesto Giorgetti detto Nesto, classe 1935, e Luigi Giorgetti, classe 1936, conosciuto come il Negus. Due querce, depositarie della sapienza del lago. Figure preziose che conoscono quelle acque nei loro più profondi palpiti. “Vogliamo celebrare come si conviene, due figure storiche. La loro esperienza li rende testimoni di tanti cambiamenti e custodi di tante tradizioni. Li ringraziamo per il loro impegno e la loro dedizione”, ha detto il primo cittadino. Parlare di loro significa vivere la ricchezza di un mestiere che offre pagine all’insegna della conoscenza, certo, della tecnica appresa dai genitori, ma soprattutto della passione. Sono come grandi libri che non si smetterebbe mai di sfogliare, tanto questo mestiere richiede sapienza. Loro due sono opposti come carattere: silenzioso, ombroso, ermetico, Ernesto, gran parlatore, coinvolgente il Negus. Il primo, lettore infaticabile, osservatore attento, scrittore (il lago ha avuto modo di celebrarlo in pagine molto belle, soprattutto partendo dalle sue profondità), il secondo conosciuto da tutti i frequentatori della riva per il suo fascino orale nel raccontare il suo lago, la pesca con il “rierun”. Diversi, ma complementari, sono, accanto al presidente della Cooperativa Pescatori del lago di Varese, Gianfranco Zanetti di Gavirate, gli ultimi rappresentanti di un mestiere che ha vissuto sulla propria pelle la ricchezza ittica delle nostre acque, ma anche il loro declino.
Federica Lucchini