
Il testo di Mc Vergott ritrae alla perfezione un’epoca in cui la solitudine urbana e la fragilità delle relazioni hanno trasformato gli animali domestici nei veri rifugi emotivi della società moderna. Oggi investiamo risorse enormi per circondarci di un affetto “a rischio zero”, cercando nei nostri animali quella fedeltà e quell’assenza di giudizio che non riusciamo più a trovare nei rapporti umani. Amare un gatto o un cane è diventato più facile e rassicurante che gestire le complicazioni di un vicino o le rivalità tra colleghi. Questo fenomeno ha creato un vero e proprio mercato del conforto, dove persino il lutto si veste di rituali pomposi e servizi su misura per colmare i nostri vuoti interiori. Il risultato è un umanesimo al contrario: abbiamo preferito ritirarci in un affetto controllato piuttosto che fare la fatica di comprendere chi ci sta accanto.
