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La salita di Felice Magnani

 16 Maggio 2019 |  Pippo | |

Ogni salita è una prova, è mettersi in gioco per dimostrare che ogni obiettivo, anche quello più impegnativo, è una conquista e come tale comporta fatica e sacrificio. Chi pedala sa perfettamente quanto siano belle e cariche di significati le salite, quelle dolci e gentili, ma anche quelle impervie e impertinenti al punto di togliere il fiato. Perché le fai? Forse per metterti alla prova, per indurirti di fronte alle prove che ti attendono, non dimenticando mai che le gioie più belle arrivano quando sei allenato, quando sei cosciente di aver dato tutto quello che potevi dare, di aver tagliato il traguardo senza esserti risparmiato. La salita è il premio del ciclista perché riassume lo slancio vitale che porta dentro, è il banco di prova di una felicità che si rinnova e che, per questo, cerca l’approdo dove l’impegno è più acuto. Salire è un po’ come allontanarsi dalla continuità pesante e ripetitiva, dove il giudizio è quasi sempre lapidario, scontato e il tono irreprensibile, è riprendersi il desiderio di una vita autentica, fuori da schemi desueti e incipriati d’ipocrisia e di falsità. Quando pedali in salita alzi lo sguardo, lo proietti, lo depositi dove l’azzurro e il verde convergono sino a toccarsi, lasciando nell’animo umano un mite sentore di armonia ritrovata. Scegliere la salita è stabilire una relazione nuova con se stessi e con quel mondo di cui siamo figli e testimoni. In salita ci sono il silenzio, l’armonia, l’equilibrio e la concentrazione, bisogna predisporsi, animarsi di continuità e di determinazione, lasciando che il sudore imperli la fronte. I ciclisti amano le salite, quelle vere, quelle importanti, che sfidano la storia, il carattere, la religiosità, la pigrizia. Le amano perché rigenerano, riaprono il dibattito con una vita disabituata a lottare, a combattere per un’ideale, a guardarsi dentro con generosità e lealtà. I ciclisti sono, in fondo, degli idealisti che non sanno dire no alle sfide, che non si tirano indietro e che, anzi, fanno scelte importanti, che non hanno nulla a che vedere con le ambizioni divoratrici di anime e di cuori che percorrono in lungo e in largo il nostro piccolo mondo. I ciclisti sono parte di quel mondo naturale che non teme le insidie, che non si nasconde, che non ruba, che non si lascia incantare dalla corruzione, che va diritto verso la meta, certi che i valori sono l’unico vero sale di una vita semplice e onesta. La salita è una prova di forza per rispolverare una fede, per tornare a scoprire quanto sia bello ritrovare costumi d’altri tempi, quando bastava una vittoria per ricostruire una speranza perduta. La salita mette di fronte alle responsabilità, non ammette tradimenti, misura la lealtà e lascia il tempo necessario per ripensare alle cose che abbiamo fatto e a quelle che attendono sulla via del ritorno.

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