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Inseguendo il sole di mezzanotte: l’avventura polare di Alessia e Peter

 6 Agosto 2026 |  Pippo | |

Le due immagini catturano perfettamente l’essenza e le emozioni del viaggio di Alessia De Fazio e Peter Mosele oltre il Circolo Polare Artico. Da un lato, il sorriso complice in kayak e l’orgoglio per il grosso merluzzo appena pescato raccontano la gioia di vivere secondo i ritmi della natura, procacciandosi il cibo direttamente dalle acque norvegesi. Dall’altro, lo sguardo meravigliato di Alessia davanti alla tenda, immersa nella calde sfumature del sole di mezzanotte, immortala il compimento del loro obiettivo più grande. Entrambi gli scatti racchiudono tutta la spontaneità di un’avventura fatta di adattamento, spirito di libertà e profondo rispetto per l’ambiente circostante.

 

Dalla Prealpina

Quel forte senso di libertà offerto da un tempo che non ha limiti e che permette di iniziare un’escursione anche a mezzanotte. Vivere senza la necessità di guardare l’orologio, circondati da un silenzio che permette di assaporare la natura nella sua essenza. Sono intense le esperienze affrontate da Alessia De Fazio e Peter Mosele, 26 anni entrambi, di ritorno dalla loro escursione in tenda sopra il Circolo Polare Artico in Norvegia con l’obiettivo di vedere il sole di mezzanotte. Certo, la loro sfortuna è di avere scelto un’estate delle peggiori (la pioggia è stata una compagna fedele rendendo difficile la percorribilità dei sentieri), ma non per questo non hanno potuto godere di atmosfere particolari e soprattutto di vivere appieno il principio che la natura è di tutti. Ciò ha significato camminare, campeggiare, raccogliere bacche e funghi, godersi gli spazi naturali anche su terreni privati non coltivati, purché rispettando l’ambiente, la fauna e la privacy dei proprietari. Erano partiti il 6 luglio scorso alla volta di Evenes da dove con un’auto a noleggio hanno raggiunto le varie tappe posizionate ad anello. Hanno già vissuto esperienze estreme. Questa era organizzata in modo particolare per assistere alla visione del sole di mezzanotte che non tramonta mai sull’isola di Sommaroy. Ma come è stato possibile dormire, considerata la presenza costante della luce del sole? “Si dormiva quando si era stanchi a qualsiasi ora in una piccola tenda, avvolti in sacchi che ci hanno protetti dal freddo, quando la temperatura scendeva a 4/5°. E per creare il buio – spiega Alessia – usavamo le mascherine da notte”. Certi risvegli sono stati particolari, come la mattina in cui, vicini all’acqua, hanno visto nuotare una famiglia di delfini. Non si sono spaventati per le difficoltà, come quel forellino formatosi nel pavimento del kayak che in pratica ne ha impedito l’uso. I trekking sono continuati nei boschi di betulle ed è capitato che il cibo lo si è procurato in natura, come quel giorno in cui Peter con la canna ha pescato un merluzzo di 4 kg. Pranzo e cena assicurati! Anche perché tutto è predisposto per un turismo rispettoso, come quella bellissima grillhutte dotata di legna sotto cui accendere il fuoco. Una cassettina a lato indicava la possibilità di poter contribuire. “È tutto un altro mondo – spiega Alessia – Gente civile utilizza le strutture messe a disposizione, le lascia in ordine per chi le userà successivamente. Così vale per le docce e i bagni”. Quali sono state le tappe più desiderate?”. Rispondono assieme: “Le isole di Senja, seconda più grande della Norvegia e Andoya, la più a nord dell’arcipelago Vesteralen, le meno turistiche di quelle visitate. Sono autentiche. Vi si respira l’atmosfera classica norvegese: le case sono poche e distaccate. Si può campeggiare liberamente. È tutto più naturale”. Non sono bastati questi giorni così pieni di sorprese per non avere voglia di ritornare. C’è un altro motivo per rivedere questi posti: andare a visitare l’Andoya Space, da dove partono i razzi spaziali e vengono effettuate ricerche sull’aurora boreale. Un luogo che ha attirato immediatamente il loro interesse, ma purtroppo l’orario di apertura non coincideva con il loro, mentre stavano transitando. “Quindi – concludono – dobbiamo ritornarci nei prossimi anni”.

Federica Lucchini

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