E’ iniziato il 6 luglio scorso il terzo e conclusivo lotto di intervento di restauro all’interno della chiesa parrocchiale dei santi Vitali e Agricola che si svolge sotto l’egida della Soprintendenza alla Belle Arti. La posa dei ponteggi ha permesso alla squadra di restauratori, diretti da Angela Baila, architetto gallaratese specializzato in restauri monumentali, di procedere nella fase di pulitura, con asportazione dei sali, degli affreschi, dei dipinti a secco, delle decorazioni sbiadite o nascoste sotto strati successivi di intonaco e pittura. Già, quindi, sono state messe bene in luce figure di santi e di una decorazione a secco interessante. Nel frattempo si sta consolidando la volta della navata centrale. Sono lavori che richiedono il loro termine entro la fine del 2020, condizione richiesta dal finanziamento concesso dalla Regione Lombardia attraverso un un bando che ammonta a 90mila euro, a cui vanno aggiunti 45mila euro messi a disposizione dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Segretariato Regionale Lombardia. Costituiscono la fase conclusiva di un intervento globale iniziato nel 2009, dapprima con il ripristino e il consolidamento della copertura, delle facciate esterne e del campanile. Successivamente, in un secondo lotto, con la sostituzione del pavimento, la dotazione di nuovi impianti, la cura dei marmi e degli arredi. E’ stata un’esperienza significativa ammirare il risultato di questi interventi che hanno reso preziosi anche i dettagli, come ad esempio il confessionale restaurato, elegante, sobrio. Interventi resi possibili dai finanziamenti regionali e dai contributi ella Conferenza episcopale italiana, da privati cittadini e da enti come la Fondazione Comunitaria del Varesotto e la Fondazione Ubi per Varese. Restano da coprire 125mila euro investiti in lavori svolti prima del 2015. Ora con l’attuale restauro si rinnoverà la bellezza pittorica di questa chiesa, di cui si ha notizie dal 1200, e che, denominata “la porta del cielo”, considerata la posizione panoramica che evoca l’infinito, costituiva la conclusione di un cammino ascetico-penitenziale, rappresentato anche dai tanti gradini da salire per raggiungerla.
Federica Lucchini
