La prima edizione del Premio Rodari a Varese si è rivelata un’esperienza intensa e partecipata, capace di lasciare un segno profondo nei cuori di tutti i presenti. Protagonisti assoluti sono stati i bambini, che con i loro lavori hanno raccontato la pace con uno sguardo sincero, diretto e sorprendentemente maturo. È emersa con forza l’idea che il premio più grande siano proprio loro, ben oltre ogni riconoscimento formale. Il progetto ha raggiunto numeri importanti, coinvolgendo 44 scuole, 149 classi e circa 2.800 studenti, grazie all’impegno degli insegnanti e del comitato promotore. A presiedere la giuria è stato Marco Rodari, che ha ricordato come il vero spirito rodariano consista nel fare con i bambini, non per i bambini. Particolarmente toccante il richiamo alla realtà della guerra, anche attraverso esperienze dirette vissute in Ucraina. Nonostante le difficoltà, resta possibile portare momenti di meraviglia anche nei contesti più difficili. A Varese, quella meraviglia si è trasformata in ascolto, riflessione e condivisione. Quando i bambini parlano di pace, il messaggio arriva forte e chiaro. Ed è proprio da loro che nasce una speranza concreta per il futuro.
Da Rete55
