Menta e Rosmarino

Per date gusto, sapore e profumo alla vita del paese

  • Comuni
    • Azzio
    • Besozzo
    • Caravate
    • Cazzago Brabbia
    • Cittiglio
    • Cocquio Trevisago
    • Cuvio
    • Gavirate
    • Gemonio
    • Laveno Mombello
    • Leggiuno
    • Orino
    • Altri Comuni
  • Il Giornale
  • Giornale in PDF
  • Libri
  • Arte
  • Chiesa
    • Don Hervè
Sei qui: Home / Comuni / Cittiglio / I valori di sempre di Felice Magnani

I valori di sempre di Felice Magnani

 8 Settembre 2019 |  Pippo | |

Premesso che i valori siano espressione di una volontà, è la volontà stessa che li caratterizza. Essere morali, ad esempio, significa agire nel rispetto di se stessi e del prossimo, esprimendo con correttezza e coerenza l’essenza di quei principi che si identificano nella nostra tradizione storico-culturale. La moralità si configura nel linguaggio verbale, gestuale e nel rapporto relazionale che si delinea tra autorità ed esercizio dell’autorità stessa, tra potere e necessità, nella capacità di saper rispondere ai bisogni e alle attese della popolazione. La forza della moralità si misura soprattutto con l’esempio. L’esempio deve essere chiaro, comprensibile e accessibile a tutti, perché il suo carattere fondamentale è l’universalità della comprensione. Ci siamo spesso imbattuti in uomini politici e in una politica che hanno costruito una propria morale, una morale di comodo, modellata e strutturata secondo le proprie mire ideologiche e personali, giustificativa di qualsiasi atto o azione potesse soddisfare la propria ambizione personale o di partito, a dispetto dei bisogni e delle necessità delle persone. Il politico e la politica non sono una sezione staccata del corpo elettorale, bensì la diretta espressione, quindi hanno il compito di leggere, interpretare e capire in quale direzione operare, per il bene della Comunità. La costruzione del Bene pubblico deve essere l’obiettivo primario di tutta l’azione politica. L’immoralità della politica ha generato molti dei mali che affliggono il costume della nostra società, come la trasgressione, la prevaricazione, la destabilizzazione dei ruoli e delle figure di riferimento, la sfiducia nelle leggi, nella giustizia, nella legalità, nell’educazione e in tutte le forme regolative del nostro sistema. Per questo si rende necessario ripristinare un ordine etico della persona, delle istituzioni e delle pubbliche responsabilità. Moralizzare i politici e la politica è essenziale per ricostruire un clima di fiducia nelle attese popolari e un ordine naturale nel quale sia possibile riconoscersi e lavorare. L’onestà viene intesa nella sua valenza intellettuale e in quella che si delinea nel pragmatismo quotidiano. Spesso ci si nasconde spesso dietro questa formula, per confermare la verità di un atto o di una concertazione verbale. Sembra quasi che il politico voglia sancire il proprio pensiero o la propria strategia con un sigillo che ne confermi la legittimità. Essere onesti intellettualmente significa agire secondo un codice etico che anteponga sempre l’interesse pubblico a quello privato, il rispetto delle persone, la volontà di operare per il bene della Comunità, nella liceità e nella legalità. Onestà nell’esercizio del potere, onestà nella elaborazione e nella realizzazione del pensiero politico, onestà in qualsiasi campo o settore della intrapresa politico-amministrativa, onestà nel rispetto delle promesse fatte, onestà nel proprio modo di essere e di porsi nei confronti di chi ha votato la nostra fiducia. Essere onesti nella società attuale, significa esprimere con molta chiarezza il proprio pensiero, anche quando sfida apertamente la disonestà, spogliandola della sua maschera e mettendone a nudo i sistemi mistificatori sui quali si regge e, in molti casi, continua a reggersi. Essere onesti significa essere se stessi, dichiarare apertamente i propri valori senza il timore di doversi compromettere per piacere a qualcosa o a qualcuno. In molti casi la politica e i politici hanno perso fiducia e hanno generato destabilizzazione, perché non hanno saputo o voluto esprimere con chiarezza e sincerità, fino in fondo, la propria coerenza. La coerenza è un altro valore fondamentale su cui la volontà costruisce la propria identità. La crisi della politica e della società italiana hanno come minimo comune denominatore una costante frantumazione del principio della coerenza, perché il compromesso e la paura di esprimere con estrema chiarezza i propri principi, pena apartheid o cancellazione del potere acquisito, hanno pesato in maniera decisiva sulla lucidità della politica e, quindi, sulle sue decisioni. Essere coerenti significa portare avanti ciò in cui si crede, le proprie idealità, senza il timore di andare controcorrente, ma con la convinzione di rendere un servizio utile e decisivo a quella popolazione dalla quale il politico e l’amministratore ricevono l’imprimatur a procedere. La crisi che ha colpito in questi anni tutti i settori e gli spazi istituzionali della società italiana deriva da una caduta educativa a tutti i livelli, soprattutto di quelle agenzie che sono state, da sempre, la struttura portante del nostro paese, come la famiglia e la scuola. L’aver gradualmente destrutturato questi due pilastri educanti ha determinato una carenza di coscienza democratica e una progressiva arbitrarietà comportamentale. La politica ha contribuito a confondere le idee, a svuotare di contenuti le due principali fonti di formazione della personalità, generando false aspettative e un’immagine anarcoide dei diritti e dei doveri che le governano. La famiglia genera la vita e la vita deve essere il punto di partenza per un radicale rinnovamento della società. La scuola stessa deve tornare ad essere della scuola, luogo deputato alla formazione del cittadino. La centralità è il riconoscimento umano, morale, etico, costituzionale e sociale, la collocazione spazio-temporale e politica di quel cittadino che è parte insostituibile del grande processo di costruzione della nostra Comunità. La politica parte dal cittadino, dalla sua presenza attiva e partecipativa, dalle sue attese e aspettative, dal suo coinvolgimento operativo, dalla sua volontà di sentirsi protagonista di una storia che lo riguarda in prima persona. Una politica che parta dalla realtà, dalla vita di tutti i giorni, dalle cose semplici e quotidiane, per poi risalire via verso il suo più ampio riconoscimento istituzionale. Occorre tornare alla politica vera dunque, quella che impegna ogni giorno le masse nella creazione di un benessere di cui sia beneficiario tutto il paese. Incoraggiare, promuovere, valorizzare, premiare sono azioni che possono cambiare radicalmente i caratteri delle persone e di un sistema, in molti casi votato alla demotivazione, alla pianificazione, all’ emarginazione e all’appiattimento intellettuale. Ogni persona è portatrice di risorse e di qualità, di fantasia e di creatività, di volontà e di aspirazioni al fare e al condividere. Si tratta di permettere a tutti di condurre fuori quelle enormi ricchezze che stazionano nei cuori e nelle menti, indipendentemente dalle condizioni sociali e intellettuali. Ognuno deve avere il diritto/dovere di esprimersi e di costruire, in un clima di attenzione, condivisione e stimolazione. I meritevoli, coloro i quali dimostrano con le proprie capacità e con la propria volontà di concorrere alla costruzione della città del futuro, devono poter incontrare spazi di operatività, all’interno dei quali depositare le proprie risorse umane e intellettuali. Promuovere l’essere umano e rompere l’incantesimo castale che ha ingessato la politica in questi anni, è uno dei compiti fondamentali di chi si propone di cambiare le regole del gioco. La politica muore quando le viene a mancare la freschezza ideale delle giovani generazioni. Si tratta di motivare i giovani, di creare uno spazio culturale e operativo che permetta loro di sentirsi protagonisti/costruttori della storia che li coinvolge. Molti giovani hanno abdicato a causa della negligenza di coloro che hanno trasformato la politica in uno strumento di potere personale, per rafforzare la propria illimitata smania di affermazione. La politica ha bisogno dei giovani e della loro spontaneità, persino delle loro utopie, quelle utopie che si tingono di fortissime idealità. La politica ha bisogno di idee, di scoprire un mondo che la sappia accogliere, capire e promuovere con quello slancio che è caratteristica fondamentale delle giovani generazioni. Ogni cittadino presente sul territorio, sia esso maschio o femmina, deve poter realizzare le proprie aspirazioni e la propria volontà, secondo l’ordine costituzionale della nostra Repubblica. In uno Stato democratico, rispettoso di tutti gli esseri umani, non devono esistere quote, ma cittadini e cittadine che lavorano e operano per il bene dello Stato stesso, soggetti di un riconoscimento umano e giuridico che non ammette prevaricazioni di sorta. Per troppo tempo la politica, che pure porta con sé il carisma grammaticale della femminilità, è stata considerata feudo di una diffusa filosofia maschilista, tesa a rafforzare il potere su ogni forma di imparzialità democratica. In quella centralità c’è la donna, con la sua grande vocazione a essere riferimento etico, civico, sociale e culturale di una storia che la vede protagonista di quel grande e straordinario evento che è la vita. Chi meglio di chi partorisce la vita, può comprendere la vita stessa? La sicurezza rappresenta il punto di partenza di una democrazia forte e matura. Nasce all’interno di un sistema educativo che pone al centro l’uomo, il suo livello di consapevolezza, la sua capacità di interazioni con se stesso e con il territorio di competenza, prende corpo nelle principali agenzie educative presenti sul territorio: famiglia, scuola e società civile. Premesso che la sicurezza sia un fatto di natura culturale, ciò non toglie che possa diventare un problema, nel momento in cui, mancando le condizioni strumentali necessarie, metta a rischio l’incolumità morale e fisica delle persone e tutto il sistema delle relazioni. Diversi possono essere i fattori che determinano il fenomeno di una decadenza della sicurezza all’interno del sistema democratico, ad esempio la relativizzazione del concetto di Autorità. Oggi assistiamo, infatti, a un progressivo depauperamento delle regole, delle figure e dei ruoli. Si commettono molti reati, ma nella maggior parte dei casi restano impuniti a causa di un eccesso di garantismo. Per queste ragioni sarebbe utile proporre due vie per garantire la sicurezza del cittadino: un rafforzamento di tutto il sistema educativo presente sul territorio, a scopo preventivo e l’attivazione di un circuito di valorizzazione e responsabilizzazione dei sistemi di sicurezza, conferendo al cittadino stesso un’immagine giuridica più efficace nella lotta contro ogni forma di trasgressione e prevaricazione. Educare, responsabilizzare e valorizzare sono passaggi necessari per ricreare le condizioni di un modello democratico garante della sicurezza dei suoi cittadini. Il rispetto è la chiave di lettura del livello di civiltà di un popolo ed è la più alta forma di maturità democratica. Il rispetto lo si ottiene sviluppando forme educative convincenti, predisponendo un’intensa attività di prevenzione e di apprendimento culturale. Non esiste rispetto senza cultura, non esiste cultura senza una forte convinzione educativa. Bisogna quindi che tutte le agenzie si attivino per orientare il cittadino verso un’assunzione consapevole di modelli e di stili comportamentali adeguati, con l’appoggio di una politica estremamente attenta a coltivare questo valore con l’esempio, con l’ideazione e la messa a punto di regole adeguate.

Cerca nel sito

  • Home
  • Contatti
  • Redazione
  • web mail
  • Privicy
  • Accedi

© Copyright 2013 - 2026 · Menta e rosmarino

Our Spring Sale Has Started

You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/