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Gesù voterebbe Meloni? Un dialogo tra misericordia e sovranismo.

 14 Luglio 2025 |  Pippo | |

Alberto Palazzi, direttore della rivista Menta e Rosmarino, ci conduce in un confronto immaginario tra Vangelo e politica sovranista, intrecciando spirito critico e profondità evangelica in un dialogo dal forte impatto emotivo. Palazzi, noto per il suo impegno nel promuovere la cultura locale e le tradizioni del Medio Alto Varesotto, infonde al testo una sensibilità autentica, radicata nel territorio e nelle storie delle comunità .

 

 

Gesù Cristo voterebbe per la Meloni e la destra sovranista?

È una domanda nata per caso durante una discussione tra amici e che mi ha suscitato la voglia di ideare un dialogo diretto tra Gesù e la Presidente del Consiglio. Un confronto immaginario, certo, ma basato su domande reali, che molti cristiani si pongono ogni giorno. Gesù arriva con passo calmo, tunica stirata, sandali ai piedi, occhi profondi.
Giorgia Meloni lo raggiunge con il consueto piglio deciso, oggi tacchi bassi, tailleur scuro come si conviene per l’occasione.

Gesù Cristo pone la prima domanda.

Gesù: Cara Giorgia, grazie per essere venuta. Ho sentito parlare molto di te. Ti chiamano “paladina delle radici cristiane”. Posso chiederti una cosa?

Meloni: Certo, Maestro. È un onore per me.

Gesù: Quando dici “difendiamo le radici cristiane dell’Europa”, cosa intendi esattamente?

Meloni (sorridendo): Intendo la nostra identità, la storia, la cultura. Io sono donna, madre, cristiana.

Gesù: Cristiana, dici? Mmmh, hai fatto anche buone cose, ma tu stai dalla parte dei poveri, degli ultimi, degli emarginati? Non mi pare tu sia stata tanto misericordiosa, per esempio con i

migranti …

Meloni: Non incominci con questa storia, la prego! L’accoglienza va bene, ma deve essere regolata. Non possiamo accogliere tutti. C’è un problema di sicurezza, di tenuta sociale…

Gesù: La sicurezza è importante, ma a quale costo? Chiudere porti, respingere barconi, lasciare gente in mare… è questo “difendere i valori cristiani”?

Meloni (più rigida): Governare vuol dire anche dire dei “no”.

Gesù: Ma è umano dirlo a chi arriva disperato, bagnato fradicio, senza documenti, affamato?

Meloni (esita): Non possiamo fare dell’Italia un campo profughi. Serve equilibrio. Non basta il buon cuore.

Gesù: No! Io non facevo così. Un cristiano deve accogliere tutti. Se per esempio arrivassi io a Lampedusa, scuro di pelle, affamato, senza documenti… mi accoglieresti?

Meloni (in silenzio): Non mi provochi, la prego!

 (Pausa)

Gesù: Un’altra cosa. Parli spesso di meritocrazia. Ma chi parte svantaggiato? Chi è nato povero, senza opportunità? Io, al reddito di cittadinanza, non ero così contrario…

Meloni (più sicura): Chi si impegna deve avere più possibilità. Non possiamo premiare chi non fa nulla.

Gesù: Il cristiano deve sempre porsi dalla parte dei più poveri, degli ultimi. Se non salvi prima chi soffre, come puoi ora pensare di mettere soldi per il riarmo? Ma ti rendi conto di quanto la cosa sia poca “cristiana”? Nel Vangelo ho detto: no armi, no ricchezza!

Meloni: Gesù, la realtà non è fatta di parabole. È fatta di scelte concrete: sicurezza, sviluppo … non solo ideali.

Gesù: Non amo contraddire. Fai come credi, io lascio liberi tutti e voglio rispettare le tue scelte ma, e te lo chiedo per favore, tu e il tuo alleato Salvini, potete evitare di usarmi come simbolo identitario, visto che operate in un modo che contraddice tutto quello che ho predicato?

 Questo scambio, per quanto ipotetico, è il nodo di un paradosso quotidiano: il messaggio di Gesù Cristo viene spesso sbandierato da chi ne tradisce lo spirito. Basta leggere: il Vangelo non è un manifesto identitario, è una critica radicale al potere, alla ricchezza, al giudizio. È un grido per gli ultimi.

Ma è difficile ignorare che molti valori promossi da certa destra moderna — esclusione, individualismo, autoritarismo — mal si conciliano con il messaggio evangelico.

Eppure oggi la destra ne fa bandiera mentre predica esclusione, punizione, selezione. Papa Francesco lo diceva chiaramente: “I migranti vanno accolti, protetti, promossi e integrati”. La sistematica respinta è una “grave colpa”. E ancora: “La corsa agli armamenti è uno dei flagelli più gravi dell’umanità”. Per un cristiano che vive coerentemente la propria fede, il voto a destra pone non poche difficoltà di coscienza.

Certo, anche la sinistra ha perso il suo linguaggio evangelico: ha tradito spesso i suoi valori fondativi — giustizia sociale, redistribuzione, diritti civili — in nome della governabilità e del consenso. Ma almeno in quelle parole — accoglienza, uguaglianza, cura — resta un’eco di quel  Vangelo che Gesù ha interpretato.

Alla fine, no: Gesù Cristo non voterebbe Meloni. Non andrebbe proprio a votare! Oramai non ci andrebbe nemmeno lui!  (Alberto Palazzi)

 

Riceviamo un commento all’articolo da parte di Marco Vergottini

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