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Gavirate – Lunedì 4 febbraio gli alunni della Carducci hanno incontrato Andrea Franzoso

 5 Febbraio 2019 |  Pippo | |

Ci si saluta con un cinque, quando incontri una persona che, mettendosi a nudo, ti ha toccato nel profondo. Ieri (4 febbraio) nell’auditorium tanti dei 250 alunni della scuola secondaria e primaria dell’Istituto Comprensivo “Carducci” hanno voluto siglare così il significato di un momento in cui il valore dell’onestà è stato trasmesso con gioia, rigore e passione. Altri tutti attorno non volevano lasciare andare Andrea Franzoso, il funzionario delle Ferrovie Nord, che nel 2016 con le sue rivelazioni diede il via all’inchiesta sul presidente delle Ferrovie Nord. “C’è un prezzo da pagare se non si vuole avere un prezzo”, era il titolo dell’incontro avvenuto dopo la lettura del suo libro “#Disobbediente! – Essere onesti è la vera rivoluzione”. “Vediamo subito di rompere il ghiaccio -è stato l’esordio- Da ragazzo sono stato bullizzato. Mi sono sentito una nullità”. E’ stato un momento particolare: si è creato subito il silenzio profondo dell’ascolto autentico. “Ora per nulla al mondo, voglio essere confuso con un eroe -ha ripreso- Rivendico la mia normalità. Sono riuscito a sciogliere la paura prendendo le distanze da ciò che mi faceva soffrire. Ho faticato a trovare la mia strada perché volevo una vita bella, buona e felice”. Poi, l’affermazione che ha colpito nel segno: “Sapete, il problema del bullo è che sta gridando aiuto. Una persona felice non ha tempo di ferire gli altri. Invece, lui, nel ferire l’altro, ferisce se stesso. Se rivelate il nome del bullo, aiutate lui e voi stessi. Lo costringete a guardarsi dentro. Non siete spie. In italiano esiste una parola che non è presente nelle altre lingue: omertà. Ma non è presente un termine che in altre lingue definisce colui che denuncia una corruzione. In inglese viene chiamato “whistleblower”, suonatore di fischietto, perché è con questo strumento che si è soliti rilevare le irregolarità”. Franzoso ha scritto la sua storia quando si è reso contro che non era più sua. Forte di questo retaggio, ha sottolineato ai ragazzi che la corruzione non si sconfigge nei tribunali, ma sui banchi di scuola con l’impegno, e “mettendo fieno in cascina”. La sua scelta in Ferrovia Nord in un primo momento gli è costata fatica, dolore, solitudine: “Ora, però, sono libero e ha conservato la dignità”. Il coraggio che ha saputo infondere questo costruttore di speranza è stato ricompensato da una marea di mani alzate, che non smettevano di chiedere. E ancora prima che finisse l’incontro con le prime medie la consegna da parte di due alunne di seconda di un cartellone dove c’era scritto il grazie di tutti i loro compagni e degli insegnanti.
Federica Lucchini

Un libro contro la paura; la storia vera di un uomo che ha avuto il coraggio di andare controcorrente.

 

Dal sito della scuola  http://www.icgavirate.gov.it/?p=22122

Da piccolo Andrea era obbediente, riservato, timido. Tanto che di fronte alla prepotenza non sapeva come reagire, e quando un gruppo di bulli l’ha preso di mira ha preferito cambiare scuola pur di levarseli di torno. Poi è cresciuto, ha studiato, lavorato sodo e dopo mille fatiche ed esperienze diverse ha trovato la stabilità e un posto di lavoro in un’azienda pubblica. E proprio allora, tra i suoi superiori, ha incrociato altri bulli, che approfittavano delle loro posizioni di vertice per imporre le loro regole e tessere i loro giochi di potere. Uno di questi, il presidente, rubava: utilizzava i soldi dell’azienda per spese personali, sotto gli occhi di molti colleghi che fingevano di non vedere, per indifferenza o paura. Questa volta Andrea ha deciso di reagire e ha denunciato tutto, senza preoccuparsi delle conseguenze e delle ritorsioni, che inevitabilmente sono arrivate. Da quel giorno la sua vita è cambiata, ma nel modo più imprevedibile. Ha scoperto che non puoi essere davvero libero se non sei onesto con te stesso e con gli altri. E che spesso il nemico più grande non è il bullo ma la paura: sconfitta quella, ti si apre un universo di possibilità.

 

 

Un video della rai che tratta lo stesso concetto

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