Dal 21 febbraio al 15 marzo il Chiostro di Voltorre ospita la mostra collettiva “Femina ad Artem”, dedicata alla pluralità delle espressioni artistiche femminili. Sei artiste raccontano la creatività come spazio di intuizione, emozione e trasformazione. Un percorso tra arte contemporanea e musica che culmina con un concerto speciale per la Festa della Donna.

Oggetto: Dal 21 febbraio al 15 marzo al Chiostro di Voltorre la mostra “Femina ad artem”
Gavirate, 14 febbraio 2026. La rassegna artistica al Chiostro prosegue celebrando la figura femminile con “Femina ad artem”, una mostra collettiva che celebra la donna nella pluralità delle sue accezioni ed espressioni nell’arte contemporanea. Vernissage il 21 febbraio e concerto di chiusura con lo spettacolo di “Inaudita musica” di Chiara Nicora.
Se gennaio è stato dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi, febbraio al chiostro si declina al femminile: la mostra collettiva Femina ad Artem propone una riflessione sulla pratica artistica femminile come uno spazio in cui materia, percezione e intuizione convergono. Le opere presentate non avanzano un’idea univoca di femminilità; al contrario, ne restituiscono la pluralità attraverso una molteplicità di linguaggi artistici. Tra pittura, scultura e pratiche mixed media, le sei artiste presenti in questa mostra, interpretano la creatività come una forza viva, capace di muoversi tra fragilità e potenza, intimità ed esperienza collettiva, intenzione e apertura al cambiamento. Le artiste di Femina ad Artem interpretano la creatività come una forza in atto, lontana dalla logica dello spettacolo, fondata sull’intuizione, sull’esperienza vissuta e su una presenza consapevole. Per loro la pratica artistica è un processo aperto, in cui la percezione ridefinisce le modalità di relazione con sé, con gli altri e con il mondo. Qui una breve presentazione delle sei artiste presenti: Anna Bochkova immagina spazi in cui tenerezza, empatia e comunità agiscono come forze attive, attingendo alle proprie esperienze e riflettendole sui temi dell’appartenenza, della connessione e della vulnerabilità. Kalina Danailova esplora il confine tra visibile e invisibile, traducendo stati interiori in micro-narrazioni visive costruite attraverso ripetizione, attenzione e silenzio. In queste narrazioni, presenza, identità e cura si dispiegano come processi lenti e trasformativi. Maria Cristiana Fioretti indaga stati emotivi e percettivi attraverso la luce e il colore, guidando lo sguardo tra superficie e profondità, cielo e mare, e proponendo una modalità intuitiva di visione artistica fortemente connessa al mondo naturale. Polina Goldstein affronta l’astratto come uno spazio di tensione attiva, in cui colore e gesto generano campi energetici che si sviluppano attraverso ritmo e intensità, coinvolgendo lo spettatore su un piano fisico ed emotivo. La pratica di Li Ramet nasce da un dialogo continuo tra corpo, materia, energia, esplorando le modalità attraverso cui gesto, presenza e cambiamento si manifestano nel processo pittorico. Il lavoro di Raffaella Surian si sviluppa attraverso dinamiche di interruzione e ritorno, in cui gesto, colore e segno custodiscono tracce di memoria e resilienza, dando forma a un linguaggio visivo plasmato dal tempo e dalla trasformazione. La mostra verrà inaugurata sabato 21 febbraio alle 18, alla presenza delle autorità e delle artiste e di tutti coloro che vorranno partecipare. Sarà poi visitabile secondo gli orari di apertura del Chiostro fino a domenica 8 marzo, Festa della Donna. Sabato 7 marzo, a conclusione dell’esposizione, si terrà al Chiostro un concerto tutto al femminile organizzato all’interno del progetto “Inaudita Musica” di Chiara Nicora.