Carissimi eccomi a voi con questo bel progetto di solidarietà e sviluppo sostenibile che, nell’ amicizia, faccio conoscere a tutti voi.
Mentre ho già versato 10.000.000 Fcfa per continuare la preziosa opera di realizzazione dei pozzi (anche quest’anno con quei soldi faremo un pozzo con la pompa contribuendo a dare così acqua buona a tanti fratelli).
Del progetto asino-carretto ve ne avevo già parlato attraverso la prima esperienza che avevo cominciato a sperimentare con la famiglia peul di Buba a Bomoanga. Ora è diventato più “preciso” e, quello che è più importante, scelto dal comitato di sviluppo e solidarietà della parrocchia di Makalondi.

Vi chiedo quindi di far “girare la voce” in tutti i modi che la fantasia di fraternità può generare. Abbiamo scelto per ora 8 famiglie molto bisognose e a loro vorremmo far vivere questa esperienza di essere aiutati con fraterna attenzione, ma nello stesso tempo diventare loro stessi “possibilità” per altre famiglie bisognose attraverso la responsabilità del rimborso.
Con il 60% del loro rimborso, fatti due conti, potremo acquistare ancora 5 asini-carretto. Eccomi allora a voi se potete aiutarmi a finanziare questi primi 8 progetti chiamati Asino-carretto .
Come dicevo poco sopra il costo di ogni asino -carretto è di 200.000 Fcfa cioè circa 305,00 euro. Come sapete io sono molto contento di questa opportunità e anche alcuni di voi mi hanno già sostenuto, un grande grazie a tutti. So che anche da voi non sono “tempi” tanto favorevoli per le difficoltà economiche e politiche anche vostre.
Forse qualche cosa è possibile fare e ve ne sono già grato per quello che potremo fare. Il periodo della mia presenza in Italia per riprendere fiato comincerà alla fine di luglio. Sarò più preciso quando mi avranno dato i possibili voli con AirFrance in quel periodo.
Qualche volta ricevo domande un po’ preoccupate sulla mia salute e sulla situazione di sicurezza. La salute è buona e la moto e la bicicletta, che sono i miei due mezzi di trasporto ordinario, lo sperimentano quotidianamente. Quando uso la moto metto sempre la fascia elastica per la schiena perché qui le strade sono spesso soltanto sentieri un po’ sconnesse.
Con la bicicletta invece non ci sono molti problemi se non quello, faccio per dire, di montare in sella. L’elasticità non è più come quella dei tempi passati, ma tutto sommato non è poi tanto male. Il mio cammino “di fraternità” cerco di mantenerlo vivo con l’amicizia dei miei fratelli e sorelle poveri e con la preghiera.
Devo stare attento perché le tentazioni non finiscono mai in particolare quando meno te le aspetti. La sicurezza non so veramente valutarla. Ci è sempre chiesta una particolare prudenza anche nel cercare di non avere sempre i soliti orari negli spostamenti. Questo per me è facile da assecondare per il resto vivo tranquillo anche quando dormo all’ aperto sulla collina.
Un caro saluto a tutti con affetto don Herve‘.