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Il danno provocato dall’incendio è stato grave

 29 Novembre 2017 |  Pippo | |

I due sindaci, Alessandro Boriani di Luvinate e Antonio Braida di Barasso, hanno convocato nei giorni scorsi una riunione congiunta dei due Consigli comunali per una mattinata di lavoro dedicata al Campo dei Fiori. «Il momento -spiegano- ha costituito l’occasione per illustrare le attività svolte durante l’incendio dai due Comuni, ma anche per avviare una prima riflessione di sistema della nostra montagna. Questo per comprendere dove è necessario avanzare politiche ambientali e di intervento, soprattutto mettendo in campo nei nostri boschi azioni di prevenzione rispetto al passato. Sono scaturite idee su cui stiamo lavorando e che offriremo alle istituzioni competenti».

Considerato che i due paesi hanno avuto 243 ettari di bosco colpiti, per un danno stimato di oltre due milioni di euro, l’attenzione dei due primi cittadini è puntata sul rischio idrogeologico nelle zone di confine tra l’abitato e il bosco: «E una priorità nota -riprendono- e su cui, grazie alla collaborazione con l’ente Parco Campo dei Fiori, avevamo già avviato alcuni studi. Ora la situazione, a causa dell’incendio, è ulteriormente evoluta e per questo attendiamo il supporto della Regione, che è già stata interpellata. Abbiamo già progetti preliminari per oltre 500mila euro che diventano ancora più significativi con le conseguenze dell’incendio e a fronte dei cambiamenti climatici in corso, come le cosiddette bombe d‘acqua. La sicurezza dei cittadini e ovviamente una priorità da tutti condivisa. Il bacino idrografico del torrente Tinella -continuano Boriani e Braida- include la Valle della Stretta e la Valle della Barassina, aree fortemente colpite dal fuoco. Il danno provocato dall’incendio è stato grave, con la totalità delle piante interessate dal fuoco e il rischio di una forte riduzione della funzione protettiva e idrogeologica degli stessi boschi.

Questo può comportare in termini naturalistico/ambientali da una parte impoverimento della terra, perdita di fertilità e rapido inaridimento e dall’altra aumento della franosità, erosione e mutamenti idrogeologici».
«Per questo -concludono i due sindaci- siamo fiduciosi nel supporto che la Regione metterà in campo a favore della nostra montagna: impegno già peraltro dimostrato fin da subito durante Fincendio direttamente da Maroni».

Federica Lucchini

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