Menta e Rosmarino

Per date gusto, sapore e profumo alla vita del paese

  • Comuni
    • Azzio
    • Besozzo
    • Caravate
    • Cazzago Brabbia
    • Cittiglio
    • Cocquio Trevisago
    • Cuvio
    • Gavirate
    • Gemonio
    • Laveno Mombello
    • Leggiuno
    • Orino
    • Altri Comuni
  • Il Giornale
  • Giornale in PDF
  • Libri
  • Arte
  • Chiesa
    • Don Hervè
Sei qui: Home / Giornale / Da Omegna a Gavirate: il cammino che ha dato vita alla fantasia di Gianni Rodari

Da Omegna a Gavirate: il cammino che ha dato vita alla fantasia di Gianni Rodari

 11 Aprile 2026 |  Pippo | |

La vita di Gianni Rodari è segnata fin dall’infanzia da un evento tragico che ne orienterà profondamente il destino umano e creativo. Dal trasferimento a Gavirate nascerà un percorso fatto di curiosità, impegno e relazioni decisive per la sua formazione. È in questo intreccio di dolore, crescita e sensibilità che prende forma lo scrittore capace di parlare ai bambini di tutto il mondo.

Dalla Prealpina

Se a Omegna non ci fosse stato un gattino rimasto isolato nelle pozzanghere durante un temporale del 1929, forse la produzione letteraria di Gianni Rodari, che tanto ha inciso sulla formazione infantile a livello internazionale, non ci sarebbe stata. Quel giorno, suo padre, accaldato, uscì dal forno dove aveva impastato il pane, attirato dai miagolii, per salvare l’animale. “L’ultima immagine che conservo di lui -scrive nella Grammatica della fantasia- è quella di un uomo che tenta invano di scaldarsi la schiena contro il suo forno. È fradicio e trema. Morirà dopo sette giorni, di bronco-polmonite. A quei tempi non c’era la penicillina”. La morte di quell’uomo, che ogni giorno mentre lavorava pensava ai figli Gianni e Cesare per i quali preparava con grande cura una dozzina di panini di semola doppio zero, molto abbrustoliti, equivalse per la moglie Maddalena Aricocchi, e per loro stessi, al trasferimento a Gavirate, dove abitava la zia Emma, in servizio nella casa del capostazione. E qui lo aspettava l’inizio della parabola che l’avrebbe condotto ad essere lo scrittore che tutti conosciamo. Ci sono stati tutti gli elementi perché gradualmente si formasse come un adolescente alla ricerca di una profondità intellettuale che soddisfacesse tutti i suoi perché, ininterrotti. Certo è stato il sedicenne che si è divertito un mondo con gli amici Giuseppe Gerosa, che possedeva la chitarra, Nino Bianchi, il mandolino e lui il violino a suonare nei cortili e nelle osterie. Gesto non apprezzato dalla mamma, ma Gianni voleva conquistarsi la sua indipendenza. C’è un episodio raccontato da Maddalena stessa quando era anziana che permette di comprendere il loro rapporto. Gianni tra il 1947 e 1949, quindi tra i 27 e i 29 anni, fu destinato dai dirigenti del partito comunista, che si erano resi conto delle sue spiccate doti giornalistiche, alla redazione dell’Unità di Milano. Lavoro molto impegnativo che lo tratteneva in città. Fu così che Maddalena, considerato il lungo periodo di tempo in cui non vedeva il figlio, decise di raggiungerlo. Lei, poco avvezza alla città, abituata a lavori pesanti a servizio di signori (“Il figlio della serva”, era la firma di Gianni adolescente in alcune novelle scritte sul settimanale cattolico varesino “Luce”), si armò di coraggio e raggiunse la meta. Fu accolta con una festosità inattesa dai colleghi del figlio e dallo stesso direttore, Davide Layolo, quando spiegò i motivi della visita. L’ultimo ad arrivare fu lui. Perché sapeva e immaginava i rimbrotti. Quella pausa felice rallegrò tutti e lei tornò a Gavirate con la soddisfazione scritta in fronte. C’è uno scritto di Gianni rivolto a sua figlia Paola, che ci fa comprendere la sua mente aperta: Il gioco di fare da sola/è quello che più ti tenta/già non vuoi che ti tenga la mano/ogni giorno vai più lontano/per questo sono così pronto/a dirti sempre di sì/per ripagarmi fin d’ora/dei no che mi dovrai dire/per essere giusta con te stessa.

Gavirate per Gianni fu luogo di amicizie mai recise: quando si sapeva che arrivava il ritrovo era alla Casa del Popolo. “Le ultime volte che venne a Gavirate, prima di morire il 14 aprile 1980, soffriva -ricordò la moglie Maria Teresa Ferretti- Molti dei suoi amici mancavano all’appello”.

Federica Lucchini

 

Un fuori concorso, all’interno di “Varese premio Gianni Rodari”, che unisce le generazioni nel segno della pace. Grazie alla sinergia con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, prende vita l’iniziativa: “I racconti dei bambini di ieri accompagnati dagli alunni di oggi”. Si siederanno allo stesso tavolo, per intrecciare ricordi e visioni sulla pace, gli ospiti cioè gli alunni dell’Istituto Stein di Gavirate con la Fondazione Domenico Bernacchi Gerli Arioli, l’Istituto Einaudi di Varese con la Fondazione Molina, l’Istituto Verri di Busto Arsizio con una Rsa della stessa città. Un vero e proprio percorso di confronto e condivisione tra generazioni. A conclusione dell’iniziativa sarà organizzato nel teatro Duse di Besozzo un momento di condivisione dei lavori, accompagnato dallo spettacolo “Il favoloso Gianni”. Le classi partecipanti hanno seguito un percorso di avvicinamento a Gianni Rodari grazie alla preziosa collaborazione della professoressa Angela Lischetti, che ha tenuto incontri formativi nelle singole classi coinvolte. Il viaggio del premio prosegue a Malnate l’11 aprile alle ore 15,30 nell’aula magna dell’auditorium comunale con un incontro tenuto da Mario Stigol su “Giovannino Perdigiorno”. Due incontri particolari non vedranno protagonisti gli alunni, ma persone che hanno conosciuto Rodari o ne hanno scritto. Quindi lo scrittore/poeta sarà ricordato nell’incontro di mercoledì 15 aprile alle ore 17,30 in biblioteca a Gavirate. Incontro, organizzato dall’associazione “Gavirate tra parco e lago” e Radio Missione Francescana, dal titolo “Ricordi, aneddoti e impegno civile di Rodari”. Sarà tenuto da relatori che hanno frequentato l’autore come Flavio Gamberoni, ed altri, come Laura De Bernardi, in possesso di documenti originali, scritti da Rodari, Piera Marchesotti, che ha frequentato la moglie di Rodari, Maria Teresa Ferretti, e Angela Lischetti, profonda studiosa. L’evento sarà registrato da Radio Missione Francescana e trasmesso anche nelle settimane successive. A Sesto Calende il 20 aprile alle ore 17,30 in sala consiliare “Gianni Rodari tra insegnamento e scrittura”. Il tema sarà trattato sottoforma di intervista, da parte di Matteo Inzaghi, direttore di Rete 55, alla sindaca Maria Elisabetta Giordani, a Margherita Giromini e Roberto Caielli, già dirigenti scolastici, e ad Angela Lischetti, ex insegnante. Relatori che hanno svolto lavori di approfondimento sullo scrittore. Il 29 aprile alle ore 10 gran finale a Varese della premiazione dei ragazzi. La presenza di Enzo Iacchetti, del Pimpa (Marco Rodari), presidente del premio, con gli animatori del Parco della fantasia di Omegna renderanno festosamente indimenticabile questa esperienza.

Federica Lucchini

Cerca nel sito

  • Home
  • Contatti
  • Redazione
  • web mail
  • Privicy
  • Accedi

© Copyright 2013 - 2026 · Menta e rosmarino

Our Spring Sale Has Started

You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/