Cuvio è un piccolo gioiello della Valcuvia, dove ogni angolo racconta una storia. Il suggestivo Parco dei Giardinetti, un tempo antico cimitero consacrato nel 1791, è oggi un’oasi di pace e un punto di incontro per famiglie e bambini. A pochi passi si trova il romantico Parco Litta – Pancera, creato nel Settecento dal marchese Antonio Litta. Tra alberi secolari e ampi spazi verdi, si può ammirare il caratteristico teatro a forma di nave, progettato dall’architetto Luigi Fregoni. Qui la Pro Loco organizza sagre e feste che animano le serate estive. Il cuore pulsante del paese è Piazza IV Novembre, un salotto a cielo aperto. La scenografica chiesa dei SS. Pietro e Paolo, con affreschi e un pregiato organo Mascioni, domina la piazza e regala un’atmosfera d’altri tempi. Impossibile non notare l’elegante Palazzo Litta, custode di affreschi storici e di un balcone da cui Garibaldi arringò i patrioti nel 1859. Poco distante, la Casa Maggi conserva l’aquila bicipite degli Asburgo, simbolo di un passato importante. Infine, il Monumento ai Caduti regala una delle viste più spettacolari sulla valle e sul Monte Rosa, ideale per chi ama fotografie e panorami. Visitare Cuvio significa fare un tuffo nel passato, tra cultura, natura e tradizione.

Antico cimitero di Cuvio consacrato il 22 ottobre 1791 che andava a sostituire il piccolo primitivo camposanto posto dinanzi alla chiesa di S. Pietro e Paolo. Il provvedimento, emanato per motivi sanitari dal Governo austriaco, urtava contro il credo della gente che non voleva essere sepolta fuori dall’area consacrata della chiesa dov’erano destinati i peccatori. Si dimostrò tanto impopolare da scatenare tumulti che richiesero l’intervento da Milano di un Funzionario governativo e delle guardie della Pretura di Gavirate con la condanna dei più facinorosi.Questo cimitero detto di ‘Sottochiesa’, venne utilizzato fino al 1887 quando fu sostituito da quello di ‘Boffalora’ e mandato a sua volta in pensione nel 1933 da quello attuale della ‘Vignora’. Risanato, venne convertito in giardinetti pubblici con l’erezione di un monumento a memoria della sua antica funzione, benedetto il 12 novembre dell’Anno Santo straordinario del 1933. Negli anni Sessanta per volontà della Pro Cuvio, fu attrezzato a parco giochi per bambini e nel 2000, per decisione municipale, è stato ridisegnato nelle forme attuali.

Fino al 1929 il centro della piazza era occupato dalla PALAZZO DELLA PRETURA che incorporava anche il Municipio e le Scuole Elementari. Piero Chiara la riprende nel romanzo ‘Il pretore di Cuvio’. A levante si affaccia la chiesa dei SS. PIETRO E PAOLO già citata nel 1191. Ridisegnata in stile neoclassico nel 1807, venne eretta in parrocchia nel 1911 e restaurata nel 1939. Si conservano affreschi di Pasquale e Luigi Arzuffi, Virgilio Mascioni e fregi di Frediano Berti. Di pregevole fattura è la cantoria in noce dov’è collocato l’organo ‘Mascioni’ opera 500. A ponente vi è l’imponente PALAZZO LITTA (1730 c.) eretto sopra un precedente fabbricato da Don Giulio Visconti Borromeo Arese, feudatario della Valcuvia, ed abbellito dal genero Antonio Litta con affreschi e fregi attribuiti a Giovanbattistal Ronchelli. Dal balcone interno, nel 1859, Garibaldi arringò i patrioti. Dalla fine dell’800 fu sede della Filanda Bozzotti e, nel dopoguerra, di colonia giovanile; negli anni 1970 è stato convertito in alloggi privati. A mezzogiorno si trova la CASA MAGGI, nel cui cortile é conservata l’aquila bicipite degli Asburgo a ricordo dell’antica farmacia qui funzionante. La nobile casata Maggi, originaria di Milano, ha dato industriali, medici e politici tra cui il rag. Giuseppe (1846 – 1918), sindaco e fondatore della ditta ‘Frette’, il prof. Leopoldo (1840 – 1905), mineralogo, docente alla Università di Pavia e l’onorevole Carlo Maria (1895- 1988). A settentrione, oltre il MONUMENTO AI CADUTI, opera di Eugenio Bajoni, si può ammirare un ampio panorama sulla valle e sul Monte Rosa.

Fu creato nella seconda metà del 1700 dal marchese ANTONIO LITTA, feudatario di Cuvio e della Valcuvia, acquisendo numerosi terreni sottostanti al proprio palazzo nobile. Era di dimensioni più che doppie dell’attuale, ridotte, poi, dall’apertura della strada provinciale nel 1959. Prima dell’unità d’Italia i Litta vendettero parco e palazzo ai Conti a cui subentrarono i Gerosa e, dopo la seconda guerra mondiale, le suore Orsoline, le quali ne fecero una colonia estiva per poi alienarlo a vari privati. Nei primi anni 1990 il Comune, acquisiti i lotti dai vari proprietari, lo trasformò pubblico, inserendovi una casetta e un teatro. Quest’ultimo, in prospettiva, ricorda le linee di una nave. Il progetto è dell’architetto milanese Luigi Fregoni, di madre cuviese. Nel 1997 il parco venne dato in gestione alla Pro Loco Cuvio la quale vi svolge le sue feste e sagre. Il 15 maggio 2005 il Sindaco Bruno Furigo inaugurò il parco, intestandolo a GIOVANNI PANCERA, sindaco di Cuvio dal 1959 all’82. Nel 1969 Alberto Lattuada vi girò, con Ugo Tognazzi, alcune scene del film ‘Venga a prendere il caffè da noi’ tratto da ‘La spartizione’ di Piero Chiara.
