Ci sono luoghi che sembrano fatti apposta per accogliere la poesia. Orino, piccolo e splendido borgo della Valcuvia, è uno di questi. Tra antiche corti, vicoli in pietra e il verde dei boschi che circondano il paese, prende vita Cortili diVersi, un festival che va oltre la semplice proposta culturale e diventa un’occasione di incontro, ascolto e condivisione. Ideata dal poeta Benedetto Ghielmi, la manifestazione nasce dal desiderio di riportare la poesia tra la gente, lontano dai luoghi esclusivi della cultura. «La poesia è di tutti e per tutti», racconta Ghielmi, spiegando la filosofia di un progetto che vuole rendere la parola poetica accessibile, viva e capace di creare relazioni. Non a caso il festival si sviluppa proprio nelle corti del paese e lungo i sentieri del bosco, trasformando ogni angolo di Orino in uno spazio di dialogo. «Invaderemo poeticamente il borgo», dice con un sorriso il fondatore, raccontando un’iniziativa che coinvolge poeti provenienti da diverse parti d’Italia, laboratori, reading e una suggestiva passeggiata poetica immersa nella natura. Il vero protagonista, però, non è soltanto la poesia, ma il legame tra le persone e il territorio. «Coltivare la parola, le relazioni umane e la dimensione della lentezza» è il filo conduttore di un evento che invita a fermarsi, ad ascoltare e a vivere il tempo con un ritmo diverso rispetto alla frenesia quotidiana. La scelta di Orino non è casuale. Questo piccolo gioiello della Valcuvia, incastonato tra le Prealpi varesine, offre un’atmosfera autentica e raccolta, dove la bellezza del paesaggio dialoga naturalmente con la forza evocativa dei versi. Le corti storiche, le piazze e il bosco diventano così scenografie naturali che amplificano il valore delle letture e degli incontri. Per Ghielmi, infatti, la poesia non appartiene a una ristretta cerchia di esperti, ma può entrare nella vita quotidiana di chiunque. «Portare la poesia a Orino vuole essere la dimostrazione che la poesia non è affare di accademici, ma è affare di tutti», afferma, sottolineando come ogni momento del festival sia pensato per favorire la partecipazione e la condivisione. In un’epoca in cui tutto sembra consumarsi in pochi istanti, Cortili diVersi propone un modo diverso di vivere la cultura, riscoprendo il valore dell’ascolto, della parola e dell’incontro. Un festival che valorizza un territorio ricco di fascino e che, attraverso la poesia, restituisce centralità all’umanità delle relazioni. «La poesia deve essere scomoda», conclude Benedetto Ghielmi. Perché solo quando riesce a porre domande, a emozionare e a far riflettere, diventa davvero capace di lasciare un segno. E tra i cortili e i boschi di Orino, questo segno promette ancora una volta di essere profondo.
