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“Come forme di luce…”, mostra di Giancarlo Pozzi a Villa Pomini di Castellanza

 29 Novembre 2018 |  Pippo | |

Da LEGNANONEWS

Sabato 1° dicembre alle ore 16.00 s’inaugura a Villa Pomini di Castellanza l’antologica del maestro Giancarlo Pozzi “Come forme di luce…”, visibile sino al 6 gennaio.
È un omaggio della città al figlio d’arte che l’ha resa nota in molti dei maggiori spazi espositivi internazionali, come il MoMA di New York dove furono presentati tre suoi insuperabili libri d’artista.
La mostra, che chiude le commemorazioni del Bicentenario di Villa Brambilla, oggi sede del limitrofo comune varesino, presenta oltre 110 opere – tra dipinti, sculture, incisioni e libri d’artista -, una produzione fantastica che copre tre quarti degli ottant’anni compiuti dal giovanile creativo.
Su tele e carte germogliano “sequenze di forme e figurazioni, esplosioni nello spazio, metafore tematiche, azzardi dinamici, spunti narrativi e visionari che affluiscono in un’unica volontà creativa: dare al colore e al disegno un’energia luminosa…”, scrive nella presentazione del catalogo il critico Luigi Cavallo.
Nei dipinti in acrilico e olio spicca la grande tela “…avrei voluto dire…”, in cui cumuli di lettere dell’alfabeto e strisce di carta appese a filamenti volano via: parole non dette nell’intenso percorso dell’artista. E dal “Burattinaio” scendono fili capaci di muovere fantasmi umani, fragili strisce piegate su se stesse. Ma tutto rientra nel felice canto del poeta in opere quale il “Concerto d’aria”, una sorta di silenziosa luce musicata. Principali fonti d’ispirazione dell’artista la potenza evocativa della poesia, della natura, dei viaggi.
Nelle acqueforti, acquetinte e altre tecniche incisorie Pozzi dona al foglio esiti di una liricità inconfondibile, come nella serie “La terra tradita”, da una sezione del “Canto Generale” di Pablo Neruda oggi più che mai attuale. Nei libri d’artista, esemplari unici o multipli, i fogli incisi, gli inserti materici, i rilievi trasformano in visione la profondità del volo lirico (a fianco di Neruda interpreta poeti quali Sanesi, Carrieri, Tagore e molti altri).
Quindi le sculture, con i legni dell’orto dell’artista: semi scolpiti e appesi come antichi monili, “L’albero delle mele bacate”, “La sedia del collezionista” sono solo alcune delle fantasie di Pozzi che – scrive Oretta Nicolini – prendono forma tridimensionale “come fiori come frutti”.
L’artista aveva iniziato negli anni ’60 a esporre presso l’Associazione Artistica Legnanese per poi prendere il volo, prima a Milano poi nelle gallerie e nei grandi musei del mondo. (F.R.)
Giancarlo Pozzi “Come forme di luce…”.

A Castellanza (Va), Villa Pomini, v. Testori 14. Dal 1° dicembre al 6 gennaio 2019. Orari: ven.-sab. 15-19, dom. 10-12.30/15-19. Ingresso libero. Catalogo in mostra.

 

 

Giancarlo Pozzi – collaborazioni d’autore. Come si realizza di una Acquaforte.

 

 

Dalla rivista Menta e Rosmarino

Alcune opere dell’artista

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