Ci sono omelie che accompagnano la liturgia e altre che riescono a lasciare un segno nel cuore di chi ascolta. È il caso della riflessione proposta da Monsignor Luca Caveada durante la Santa Messa delle ore 11 nella chiesa di Sant’Andrea a Cocquio Trevisago. Con uno stile semplice ma ricco di profondità, il Monsignore ha guidato i fedeli in un percorso che, partendo dalla figura di San Giovanni Battista, è arrivato a interrogare ciascuno sul proprio modo di vivere la fede. «Che cosa diciamo di Gesù? E che cosa facciamo per Lui?» è la domanda che ha attraversato tutta l’omelia, trasformandosi in un invito a non essere cristiani soltanto di nome, ma autentici testimoni del Vangelo nella vita quotidiana. Particolarmente incisiva è stata la riflessione sul valore della Parola di Dio, capace di consolare, correggere e trasformare il cuore di chi la accoglie con sincerità. Monsignor Caveada ha ricordato come il cristiano sia chiamato a discernere con coraggio il bene dal male, senza rinunciare alla verità del Vangelo in nome di un’inclusione che rischia di perdere il suo significato più autentico. A impreziosire l’omelia anche il suggestivo richiamo alla Lettera a Diogneto, con la straordinaria descrizione dei primi cristiani, esempio ancora oggi attuale di una fede vissuta con coerenza e credibilità. È stata una riflessione intensa, ricca di spunti spirituali e culturali, pronunciata con equilibrio e grande chiarezza, capace di coinvolgere l’assemblea e di offrire a tutti un concreto motivo di meditazione. Un messaggio forte e attualissimo, che invita ogni credente a diventare davvero «luce del mondo» e «sale della terra», testimoniando il Vangelo con la propria vita, prima ancora che con le parole.

I video sono tratti dalla registrazione della messa da parte della Parrocchia
Postiamo l’intero video della Santa Messa