A cento anni Lidia Laudi ha il piacere di ricevere spesso presso la Casa di Riposo “Domenico Bernacchi”, dove è ospite, le visite dei suoi clienti affezionati che vogliono manifestarle l’affetto perché, lei, la giornalaia di Cassinetta di Biandronno, è stata una figura di riferimento per la comunità. E la gratitudine sorge spontanea. I festeggiamenti nel salone della struttura: saranno presenti i familiari, gli ospiti e i tanti che la conoscono. Ha una memoria viva, nonostante lo sguardo diventa triste al pensiero dei tanti lutti. Ma racconta volentieri -e gli occhi le si illuminano- della cascina “Tampuriv”, nei boschi della Cassinetta, dove è nata, e dove abitavano cinque famiglie Laudi, “una piccola comunità -spiega- La fatica era tanta, ma non ce accorgevamo perché uno aiutava l’altro. Ci volevamo bene. Poi noi ragazze siamo andate a lavorare alla tessitura di Varano Borghi. Con gli zoccoli ai piedi (le scarpe costavano troppo), anche con la neve, percorrevamo i tre km. necessari per raggiungerla”. Poi, dopo il matrimonio, l’inizio dell’avventura legata alla cartoleria con rivendita di giornali che ha caratterizzato il resto della sua vita: alle 6 del mattina apertura, sistemazione di quotidiani. Un lavoro impegnativo, che improvvisamente ha avuto un’impennata con la costruzione della fabbrica della Ignis. “Arrivavano tanti giovani operai soprattutto dal sud Italia -ricorda- ed erano loro che mi davano una mano nella consegna dei quotidiani all’interno della fabbrica. Così si diventava amici e i rapporti si allargavano. Poi c’era la cartoleria, i ragazzi che venivano per il materiale scolastico”. Ma soprattutto c’era quella confidenza con i clienti che è stato uno scrigno prezioso per lei e per loro.
Federica Lucchini
