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Cambiamento denominazione della via Generale P. Maletti a “Martiri Cristiani”

 27 Febbraio 2020 |  Pippo | |

Via “Martiri Cristiani”: è la nuova denominazione di quella che fino a qualche giorno fa era la via “Pietro Maletti”. La decisione è della giunta comunale presieduta dal sindaco Danilo Centrella, a seguito dell’incontro pubblico, avvenuto al termine del consiglio comunale del 10 febbraio scorso, in cui è stato proiettato alla popolazione un docu-film di Antonello Cervigiani dal titolo “Debra Libanos“, sulla più grande strage di cristiani in Etiopia tra il 20 e il 29 maggio 1937 per ordine del generale Graziani e per mano di Maletti. “Ora nessuno può negare di non sapere”, aveva detto il primo cittadino. La nuova denominazione, proposta dal parroco don Fabio Giovenzana, durante l’incontro, è stata condivisa dai rappresentanti delle due altre confessioni cristiane presenti sul territorio comunale: la pastora Magdalena Tiebel-Geres della comunità evangelica ecumenica di Ispra-Varese e il pastore Fabio Notarnicola della chiesa evangelica “Vita nuova” di Cocquio. “Riconoscersi uniti nel martirio” è il comune denominatore sottolineato dal parroco in un’ottica ecumenica. “Dopo avere visto il filmato, non potevamo conservare quella denominazione. Bisognava riconoscere il prezzo del sangue pagato, tenendo conto anche dell’attualità del problema che riguardano le attuali persecuzioni dei cristiani nel mondo”, afferma. Rivolgendo poi l’attenzione alla proposta di intitolare la via, prospiciente la chiesa, a don Luigi Colnaghi, giunto a Sant’Andrea come coadiutore nel 1965 e parroco dal 1973 al 2003, anno della morte, spiega: “Sono infinitamente grato al mio predecessore. Io sono un nano rispetto a lui che è un gigante, ma di fronte a quello sterminio di duemila monaci messo in atto dal generale Maletti, per ordine del generale Graziani, viene naturale riconoscersi nella persecuzione. Ho effettuato inoltre una ricerca toponomastica. In tutta Italia siamo gli unici ad avere una via con questa denominazione”. “E’ stata buona la scelta del cambiamento -spiega la pastora Magdalena- La precedente denominazione ricordava il nome di un persecutore che non si è chiesto di quale confessione fossero i monaci. Ecco perché dobbiamo riconoscersi uniti”. “Era un italiano -sottolinea il pastore Notarnicola- Quindi il male non è lontano da noi. Questo ci invita a una vigilanza continua”. Ci sono voci contrarie, in particolare quelle di un gruppo di abitanti della via che pochi giorni fa avevano sottoscritto una petizione, depositata in comune in cui si dicevano in disaccordo sul cambiamento, per ragioni burocratiche.
Federica Lucchini

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