
Il viaggio nella grande storia del ciclismo prosegue a Orino con il terzo incontro della Storia della Bicicletta, il coinvolgente racconto curato dal bravissimo e appassionato Luca Carraro. In questa nuova serata Carraro guiderà il pubblico negli anni compresi tra il 1920 e il 1940, un periodo straordinario in cui il ciclismo diventa davvero leggenda e i campioni entrano nell’immaginario popolare. Saranno gli anni dominati da Alfredo Binda, così forte da costringere gli organizzatori del Giro d’Italia a pagarlo pur di non correre per rendere la gara più incerta, un episodio che ancora oggi racconta la grandezza del campione varesino. Ma saranno anche gli anni della straordinaria storia di Alfonsina Strada, la donna che nel 1924 riuscì a prendere il via al Giro d’Italia tra lo stupore generale e che, nonostante cadute e difficoltà, continuò a pedalare tappa dopo tappa conquistando il rispetto del pubblico. Non mancherà il ricordo di Ottavio Bottecchia, il muratore friulano diventato eroe nazionale dopo aver vinto il Tour de France nel 1924 e nel 1925, arrivando spesso da solo al traguardo con il volto coperto di polvere. Sono gli anni in cui il ciclismo diventa racconto popolare, seguito da folle lungo le strade e narrato dai giornali come una vera epopea. Con il suo stile appassionato e ricco di curiosità, Luca Carraro riesce a riportare in vita quel mondo fatto di fatica, coraggio e sogni su due ruote. L’appuntamento è per sabato 14 marzo alle ore 21 al Centro Padre Pino Moia di Orino, per una serata capace di far pedalare insieme storia, memoria e passione.

Alfonsina Strada (1891-1959) è stata una pioniera assoluta del ciclismo. Nel 1924 partecipò al Giro d’Italia insieme agli uomini, rimanendo ancora oggi l’unica donna ad aver preso il via in un grande Giro maschile.

Ottavio Bottecchia (1894-1927) fu il primo italiano a vincere il Tour de France, trionfando nel 1924 e nel 1925. Nato in Friuli e di mestiere muratore, arrivò al ciclismo quasi per caso dopo aver combattuto nella Prima guerra mondiale. La sua impresa del 1924 è entrata nella storia: indossò la maglia gialla dalla prima all’ultima tappa, dominando la corsa sulle strade polverose della Francia.