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Besozzo – Avvio alle procedure per l’acquisizione dell’ex cartiera

 7 Gennaio 2019 |  Pippo | |

La Giunta comunale, presieduta dal sindaco Riccardo Del Torchio, ha espresso, come atto di indirizzo, la volontà di dare avvio alle procedure per l’acquisizione dell’ex cartiera di Besozzo, la vasta area industriale non più operativa dal 2008, posta in via Marconi. La proprietà -società Munksjo paper Spa in liquidazione- si è dichiarata disponibile alla cessione della struttura sottoscrivendo un contratto preliminare di compravendita che prevede una quota simbolica quantificata in un euro, la demolizione di alcuni fabbricati e la bonifica dell’area, posta tra il cimitero e il fiume Bardello. Dopo l’avvio del procedimento per la redazione di una variante al Piano di Governo del territorio, qualora si giungesse alla definitiva acquisizione dell’area con l’adozione di tutti gli atti, compreso il contratto preliminare che verrà sottoposto al consiglio comunale, saranno messe in atto azioni finalizzate allo sviluppo dell’area in rapporto alle mutate condizioni economiche, paesaggistiche ed ambientali.
L’ingresso del vasto complesso industriale dell’ex cartiera è oggi quanto mai indice di abbandono. Per guardarlo bisogna rallentare con l’auto: nulla ricorda quei giorni di lotta e di grande preoccupazione che iniziarono nell’aprile del 2008 quando gli impianti, che mai si fermavano per il ciclo continuo di lavorazione, si arrestarono per la prima volta per consentire ai rappresentanti sindacali di riunire in assemblea tutti i lavoratori -180 dipendenti- allo scopo di fare il punto sulla situazione dello stabilimento, uno dei siti industriali più antichi della Provincia, risalente al 1600, che stava attraversando un momento molto delicato. Momento che alla fine si tramutò nella chiusura della ditta e nel licenziamento di tutti gli operai. Ma nel frattempo furono giorni in cui gli operai mai abbandonarono la ditta. Giorno e notte. Cortei, trattative e quel cancello sempre aperto accolse politici, religiosi, alunni delle scuole, tanti besozzesi che mai fecero mancare la loro solidarietà. Anche solo per portare del pane, come gesto simbolico per sottolineare la vicinanza. Furono giorni che il cuore di Besozzo si aprì: giorni da scrivere “albo lapillo” nella storia comunitaria della cittadina. E non solo di giorno, anche si notte quando anche monsignor Luigi Stucchi, vicario episcopale accompagnato dal prevosto don Sergio Vegetti, giunse una sera per raccontare agli operai che anche lui era stato figlio di un disoccupato. Le maestranze lo attendevano con un altare predisposto per l’occasione. Tante candele avevano illuminato quella notte.
La cartiera è stata una’area dove la vita ha pulsato: l’orgoglio degli operai si tramutava nella soddisfazione di avere un posto di lavoro sicuro. Ora è auspicabile che, dopo l’abbandono, l’area su cui è stata costruita ritorni a vivere in forma diversa.
Federica Lucchini

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