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All’Isolino si riscopre l’archeologia – Il ristorante è già tutto prenotato fino a sabato 5 giugno

 25 Maggio 2021 |  Pippo | |

 E’ un bel racconto archeologico che si presenta in particolare ai bambini, quando entrano all’interno del museo civico sull’isolino Virginia. Soprattutto in questo periodo, durante il quale le gite scolastiche sono solo un ricordo. Così molti genitori, in autonomia, hanno scelto di far vivere ai loro figli una lezione in “loco”. L’interesse non è mancato, grazie proprio al nuovo allestimento, preparato con la guida di Barbara Cermesoni, conservatore dei Musei Civici di Varese, di cui il museo Ponti in territorio di Biandronno è un distaccamento. Questo è il bel risultato emerso nelle prime due domeniche di apertura: il desiderio di toccare con mano le ricostruzioni fedeli degli oggetti creati dagli abitanti di questo piccolo lembo di terra migliaia di anni fa e di ammirarne di originali, consapevoli di trovarsi nel più antico insediamento palafitticolo dell’Italia settentrionale. E’ stata una soddisfazione per la guida Elena Castiglioni, di Archeologistics, la società che si occupa, su concessione del Comune di Varese, dell’apertura e della visita del museo, accogliere i visitatori e in particolare i bambini, durante le visite prenotate alle ore 10 e alle ore 15 della domenica e del sabato, nel rispetto delle regole vigentii: “Il materiale a disposizione -spiega- consegna proprio l’idea della vita quotidiana sulla terra e sul lago, oltre che offrire una visione generale con la visione dei filmati”. Così i bambini, visitando il piano superiore, grazie all’allestimento dell’interno di una palafitta a grandezza naturale, che porta la firma di Cristiano Brandolini, archeologo ricostruttore, hanno capito che chi ci ha preceduto, oltre essere un ottimo costruttore, aveva a disposizione tanta materia prima che ha saputo trasformare con grande abilità per venire incontro ai propri bisogni. Le pareti sono vestite di legname autoctono, come l’abete. Ogni particolare dell’arredamento ha una ragione ed è stato dedotto da dati scientifici. I pezzi forti riproducono un’oggettistica visibile al museo, ma in modo più completo. Per Brandolini si è trattato di usare reperti che nella loro incompletezza dicono di una vita. Dicono dell’artigiano che ha lavorato le punte di freccia in selce, originali, inserite nella feccia ricreata con le stesse modalità dell’epoca, assieme all’arco. Questo spaccato di vita ricreato a fini divulgativi non dimentica il vasellame, ricostruito con le tecniche usate nella preistoria, gli archi da lancio per la caccia di animali come i cervi e la sezione della pesca con reti realizzate in corde di lino, gli arpioni, in osso e in selce. Usciti nel parco dell’isola, i bambini hanno poi a disposizione una ricostruzione di una capanna su cui salire, che invoglia a immergersi nella natura. Chi desidera visitare il museo aperto il sabato e la domenica può prenotare la visita telefonando a 393288377206 o scrivendo a  varesemusei@arecheologistics.it.

Federica Lucchini    

 

Il ristorante è già tutto prenotato fino a sabato 5 giugno

Aperta l’isola Virginia con la ripresa della navigazione il sabato e la domenica, aperto il ristorante che negli week end è già tutto prenotato fino a sabato 5 giugno. “La prima domenica di apertura, il 16 maggio, abbiamo avuto tra ristorante e visitatori, un giro di un centinaio di persone”, spiega il gestore del ristorante, Luigi Lanzani. Altrettante ieri. Le 45 persone che hanno avuto l’opportunità di pranzare, nel rispetto delle regole vigenti, per il 70% provengono da Milano. Un dato confortante: significa che questo piccolo lembo di terra (9200 mq), gestito dalla cooperativa Gulliver, di proprietà del comune di Varese, ma in territorio di Biandronno, è ben pubblicizzato. E’ sito Unesco, patrimonio dell’Umanità per la storia che ha portato alla luce. “Durante la settimana, poi -continua Lanzani- svariate persone cominciano ad arrivare con la propria barca per la colazione, l’aperitivo. Sono visitatori rispettosi: fanno il giro dell’isola, che io curo come un giardino, sono grati della bellezza e ne sono rispettosi”.  Per chi volesse raggiungere l’isola il sabato e la domenica la partenza del battello è all’attracco di Biandronno, via Marconi, lungo la pista ciclabile: “Si rivela un turismo di qualità quello che utilizza i nostri battelli -sottolinea il capitano Francesco Zanibelli, presidente della Società Navigazione interna srl- Ampiamente finestrati su tutti i lati, i nostri mezzi non rappresentano un problema in termini di contagio. Trasportano in questo periodo un massimo di 25 persone (la metà degli utenti per la quale è stato costruito). Viaggiano a velocità ridotta per permettere a tutti di godere della bellezza del luogo. Al fine di soddisfare le esigenze del pubblico, oltre alle corse programmate, proponiamo corse intermedie”. Le corse avvengono da Biandronno in media ogni ora a partire dalle ore 10. “Entro il mese di giugno -conclude il capitano, per iniziativa del comune di Varese e grazie alla collaborazione della Canottieri Schiranna, verrà ripristinato anche il collegamento con il lido della Schiranna, dove verrà installato un nuovo pontile in sostituzione di quello, oggetto di grave atto vandalico”.

Federica Lucchini

Si è conclusa la campagna di indagini lungo la sponda orientale dell’Isolino Virginia, per fornire un quadro organico e unitario dello stato di ricerca del sito palafitticolo. “E’ stato delimitato il giacimento archeologico subacqueo lungo il tratto dal pontile in pietra fino all’estremità sud dell’isola -spiega Barbara Cermesoni, conservatore archeologo presso i Musei Civici di Varese- Il perimetro dell’area archeologica è ora delimitato da due campi di boe. Sono inoltre stati prelevati in tutto 12 campioni di palo per la determinazione delle essenze legnose, da parte di Mauro Rottoli, della Società Arco -Cooperativa Ricerche Archeobiologiche di Como. La metà verranno datati con il metodo del radiocarbonio. Sarà così possibile cominciare ad avere un’idea più precisa del patrimonio archeologico che si conserva lungo le sponde dell’isola”. La direzione scientifica dei lavori è della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio nella persona di Daniela Locateli. Intanto prosegue a grandi passi la preparazione della mostra intitolata “La civiltà delle palafitte: l’isola Virginia e il lago di Varese tra il 5600 e il 900 a. C”, organizzata in occasione del decennale del riconoscimento dell’isola come patrimonio mondiale dell’Unesco. A cura del Comune di Varese, sotto la direzione della Cermesoni e della Locatelli, sarà inaugurata in estate negli spazi interni ed esterni di Villa Mirabello. I tecnici stanno concludendo i testi della guida che rappresenterà la sintesi delle scoperte di anni di ricerca. Fino al 5 giugno è possibile candidarsi a big sponsor dell’iniziativa ed esporre il proprio logo sulla guida, o diventare partner con il cosiddetto “Art Bonus” che prevede il recupero del 65% della donazione, aperto a cittadini, fondi, aziende. “La partecipazione a un progetto per la città può essere una bella idea”, ha scritto una varesina nella motivazione della sua donazione”. E’ proprio lo spirito della raccolta.

Federica Lucchini

Da internet

 

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