
Un borgo che si apre alla cultura, alla bellezza e al dialogo attraverso la poesia. È questo lo spirito che ha animato la nuova edizione di Cortili Diversi, manifestazione che ha richiamato poeti, studiosi e appassionati in un clima di grande partecipazione. Ad aprire l’incontro è stato il saluto dell’amministrazione comunale, con l’auspicio che la poesia possa essere uno strumento di condivisione: “Abbiamo bisogno di poesia in questi tempi così difficili”, è stato sottolineato, invitando gli ospiti a scoprire anche il borgo che li accoglie. L’organizzatore Benedetto Ghielmi ha ringraziato volontari, associazioni e sostenitori che hanno reso possibile l’evento, ricordando il ricco programma di incontri e letture poetiche. Protagonista del pomeriggio è stata la poetessa e neuropsichiatra infantile Margherita Rimi, in dialogo con il critico Amedeo Anelli. Quest’ultimo ha evidenziato come la sua opera mantenga “un rapporto molto stretto con l’etica”, capace di accogliere nella poesia i linguaggi della scienza, dell’infanzia e della vita. Rimi ha raccontato il lungo lavoro di ascolto svolto con i bambini durante la sua attività professionale, spiegando che “ho cercato di mettere la voce piccola in poesia”, trasformando le loro parole in un linguaggio poetico autentico. La poetessa ha definito quella dei più piccoli “una vera e propria lingua”, capace di offrire una visione del mondo diversa da quella degli adulti, aggiungendo che il suo lavoro è stato “una lotta con la lingua”, affrontata con grande senso di responsabilità. Particolare attenzione è stata dedicata ai bambini più fragili, vittime di abusi, malattie o sfruttamento, verso i quali l’autrice ha sentito “una doppia responsabilità”, quella del poeta e quella di rappresentare fedelmente le loro emozioni. Anelli ha poi ribadito la necessità di superare i pregiudizi verso la letteratura per l’infanzia, ricordando che “una lingua non basta” per raccontare la complessità della realtà e che la poesia deve dialogare con tutti i saperi. Nelle conclusioni, Margherita Rimi ha spiegato come la sua ispirazione derivi soprattutto dall’esperienza vissuta, sostenendo che “il vero poeta è stata l’esperienza di vita” e invitando a riscoprire il valore dell’infanzia come patrimonio umano e culturale. L’incontro si è chiuso tra gli applausi del pubblico, confermando come la poesia possa ancora essere uno spazio privilegiato di ascolto, riflessione e crescita collettiva.

