A Gavirate si celebra un anniversario speciale: i 150 anni della storica pasticceria Veniani, culla dei celebri “Brutti e buoni”. L’articolo ripercorre la storia affascinante di Costantino Veniani, il fondatore che trasformò un piccolo laboratorio in un’icona di gusto e tradizione.La ricorrenza sarà festeggiata con iniziative dedicate, tra cui una scatola celebrativa in edizione limitata firmata dall’artista Antonio Pedretti. Nuovi sapori e omaggi al creatore arricchiranno la giornata del 22 novembre, coinvolgendo la comunità e gli estimatori del dolce in tutto il mondo.
Una celebrazione che unisce memoria, arte e passione, rendendo omaggio a un’eccellenza che da 150 anni identifica Gavirate.

E’ un biglietto da visita che rende unica la città di Gavirate: la carta è una velina con scritte eleganti; il contenuto, particolare, è formato da mandorle, nocciole mescolate con l’albume d’uovo, lo zucchero e la vanillina. Si scioglie in bocca, emanando aromi invitanti e lasciando un retrogusto dolce che invita a continuare nell’assaggio. Questo piacere lo si può assaporare in diverse parti del mondo, persino in Australia. Si allargano, dunque, i confini di Gavirate, grazie a quei bocconcini, che, pur non avendo speciali attrattive estetiche -si chiamano infatti Brutti e buoni- sono piaciuti a grandi personaggi che da 150 anni frequentano il caffè Veniani, dal nome del suo creatore, Costantino, classe 1851. A Ternate, dov’era nato, avrebbe potuto continuare la tradizione agricola della famiglia, ma le sue aspirazioni erano racchiuse all’interno di un laboratorio di pasticceria. Capace e lungimirante, aspirò al massimo per quei tempi. La sua meta fu Milano per imparare il mestiere ad alti livelli. L’acquisto successivo di un ex osteria in piazza degli Uffici a Gavirate -punto centrale di passaggio fin dal 1539 quando per volere dell’imperatore Carlo V venne istituito il mercato che si tiene tutt’oggi nelle vicinanze- fece sì che la clientela, fin dagli albori, fosse frequentata anche da notabili non solo del luogo. Da ottimo venditore, il Veniani pensò di reclamizzare non solo la sua pasticceria, ma anche la bellezza dei nostri luoghi, un’ottima attrattiva per visitarli, unendo il fascino al gusto. Sulla carta velina che avvolge tuttora i dolcetti, creata su suggerimento del conte Teofilo Rossi, sindaco di Torino e fondatore della Martini e Rossi, è raffigurata l’isola Virginia, già allora teatro di scavi archeologici e di convegni. I riconoscimenti, intanto, arrivavano. Tutto questo fervore creativo ebbe inizio 150 anni fa, nella nuova pasticceria. È naturale ricordare il fausto compleanno: infatti, fin dal mattino di sabato 22 novembre, le porte del caffè saranno aperte per chi desidera festeggiare la ricorrenza con l’erede Alessandro Clerici, con la mamma Susanna Spertino, quinta generazione, che continua la tradizione. Nel solco della raffinatezza che contraddistingue il luogo, ci sarà la creazione di una chicca: una scatola, a tiratura limitata, sul cui coperchio è raffigurata un’opera “Bianco Lombardo” del maestro Antonio Pedretti, che per l’occasione sarà presente. “Come i Brutti e buoni che, con la loro dolcezza sincera, raccontano storie di vita e di passione -si legge nel retro del coperchio- così, ogni pennellata di Pedretti abbraccia da sempre i valori del luogo. L’artista, con il suo pennello e la sua spatola, narra sogni e realtà, arte e tradizione. I paesaggi lacustri si animano in visioni vibranti, dove alberi e acque danzano in un’armonia di ricordi”. Le sorprese proseguiranno con la produzione di un nuovo Brutto e buono al gusto del caffè. Gusto che si va ad aggiungere ai precedenti: al classico, avvolto nella velina blu, al cioccolato contraddistinto dal marrone, alla cannella dal rosso, al cocco dal viola. Le sorprese non finiranno qui: alla mattina Costantino Veniani sarà ricordato anche durante la cerimonia che si svolgerà attorno all’albero della riconoscenza, quella struttura artistica, creata tra via Marsala e via Maggioni, su proposta di Luigi Roberto Barion, in cui vengono attaccate foglie in corten, contenenti nomi di benefattori. Da sabato 22 novembre una foglia porterà il suo nome. E come non essergli riconoscenti considerata la sua creazione gustata da personaggi celebri: dalla scrittrice Liala, a Gianni Rodari, dalla stilista Fernanda Gattinoni al pittore Enrico Baj a Guido Morselli. Solo per citarne alcuni. Non si possono terminare queste righe, senza citare il nome di Costantina e della sorella Augusta Veniani, mamma di Giuseppe, “vestali” di questo luogo per molti anni. Federica Lucchini
